Un giovane studente universitario si occupa di vecchio omicidio commesso in un luna park.

La trama di “Joyland” ricalca un po’ quella di “Mucchio d’ossa”, in cui un omicidio avvenuto anni prima, e con il fantasma della vittima ancora in giro, deve essere risolto. Il protagonista è un ragazzo, Devin Jones, che ripercorre le vicende accadutegli nel 1973, quando ha iniziato a lavorare a Joyland, un parco giochi.
 Uno schema collaudato, per lo scrittore del Maine, quello di affrontare il tema della giovinezza e la crescita mentale e fisica, con i mille stravolgimenti annessi. In questo caso funziona davvero bene, con Devin che, nel ricordare quanto avvenuto, alterna pensieri e azioni da adolescente ad altri molto più maturi.
Per arrotondare, durante l’estate va a lavorare alle dipendenze del signor Easterbrook, l’uomo quasi centenario che gestisce il luna park. Luna park all’interno del quale ha avuto luogo, anni prima, l’omicidio di Linda Gray, il cui fantasma in cerca di pace sembra aggirarsi ancora nel tunnel della paura. Uno dei motivi per cui si trova lì è cercare di dimenticare la ragazza che lo ha mollato, Wendy Keegan, e ci riuscirà grazie alle amicizie, tra cui Tom Kennedy e la sua fidanzata Erin Cook, ma soprattutto grazie ad Annie e Mike Ross, giovane madre col proprio figlio affetto da distrofia muscolare e dal destino segnato. Il bambino, forse proprio a causa della malattia, sembra dotato di poteri che avvicinano sempre più Devin alla verità, fino ad arrivare alla svolta, quando Devin si fa assumere in pianta stabile al luna park e comincia a indagare sul serio.
Ho trovato, tra i personaggi di contorno, particolarmente azzeccato quello di Emmalina Shoplaw, la padrona di casa di Devin, che più di una volta serve a spezzare il ritmo per rendere il libro molto più avvincente.
Come detto, non è la prima volta in tempi recenti che Stephen King si affida a un ragazzo come voce narrante o come protagonista, e non a caso parliamo dei libri meglio riusciti: grazie alla sua maturità si addentra appieno nel mondo degli adolescenti con un piglio ben diverso da “colleghi” molto più giovani. Ad esempio in “Buick 8” utilizza lo stesso escamotage narrativo, o ancora nel suo capolavoro “It” (anche se qui ci spostiamo dai tempi recenti), e in molti altri libri.
Buono il risultato finale e il finale nello specifico, quando dopo aver scoperto l’assassino si abbandona per la prima volta in vita sua ai piaceri sessuali, per un’iniziazione molto poetica.

Titolo originale
Joyland
Autore
Stephen King
Anno pubblicazione
2013
Lingua originale
Inglese
Genere
Thriller
VN:F [1.9.5_1105]
Valutazione: 5.0/5 (8 voti)
Joyland - Stephen King (Recensioni), 5.0 out of 5 based on 8 ratings

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