Stephen King affronta il tema dei viaggi nel tempo e l’omicidio di John Fitzgerald Kennedy.

Trovo che questo sia uno dei libri più interessanti tra la produzione recente di Stephen King. Non solo per il tema, i viaggi nel tempo, ma anche per l’omicidio di John Fitzgerald Kennedy sullo sfondo e per le immancabili autocitazioni, tra cui un paio assolutamente deliziose.Tutto parte dalla tavola calda di Al Templeton, dove spesso si reca il professore d’inglese Jake Epping, alle prese con il divorzio dalla moglie, ex alcolista. Il centro di tutto è lo sgabuzzino, che si rivela essere in realtà il passaggio per un altro mondo. Anzi per un altro quando, il 9 settembre 1958, ore 11.58. Mirabile l’inizio, con Jake che viene chiamato da Al e lo trova invecchiato in un lasso di tempo minimo, scoprendo la verità: il gestore della tavola calda ha tentato di usare il passaggio temporale per evitare l’omicidio del presidente degli Stati Uniti, ma ha fallito e ora manda Jake, lasciandogli un taccuino in cui spiega cosa fare e come evitare il peggio.

Jake, dopo le prime resistenze, accetta, prende il nome di George Amberson e si stabilisce nel 1958 per attendere 5 anni ed evitare che Lee Harvey Oswald porti a termine il suo piano omicida. Da qui, una serie di citazioni che, unite alla scrittura di Stephen King, disincantata, a tratti pessimista, ma paradossalmente piena di speranza, porta il lettore alla fine delle 800 pagine con una leggerezza ammirevole.

Jake Epping, nel passato, conosce Sadie Dunhill e se ne innamora, arrivando anche a pensare di lasciar perdere un “futuro” che non sente più suo e restare nel passato dopo aver portato a termine l’impresa. E di impresa si tratta, perché il tempo reagisce in maniera veemente se qualcuno tenta di cambiarlo, come scopre anche solo per evitare che un cacciatore spari accidentalmente a una ragazza, lasciandola sulla sedia a rotelle.

Pur riuscendo a evitare l’omicidio di JFK, decide di tornare nel suo vecchio presente e qui la fase distopica del libro esplode in tutta la sua forza, la proverbiale ciliegina su una torta già squisita. A quanto pare, lasciare che Kennedy morisse avrebbe causato un danno minore, anche per l’Uomo con la Tessera Gialla.

Parlavamo delle citazioni, come la Plymouth Fury rossa e bianca, che compare nella storia e che ricorda quella di Christine, la macchina infernale di un altro suo libro. Ma cosa ricorda ai lettori affezionati dello scrittore americano il 1958? Ovviamente It, infatti nei suoi peregrinaggi passa da Derry (di cui dice “C’era qualcosa di sbagliato in quella città”), che dopo uno dei racconti di “Notte buia, niente stelle”, torna nuovamente in scena. Qui incontra Richie Tozier e Beverly Marsh ai Barren, la zona che frequentavano i ragazzini protagonisti del romanzo più famoso di King. Infine, nella fase distopica, fa risalire l’inizio del tracollo all’esplosione di una centrale nucleare nel 19 giugno 1999, la data in cui ha avuto l’incidente che lo ha quasi ucciso.

Il libro, però, può esser letto anche da chi non coglierà tutte queste citazioni, anzi ne consiglio caldamente la lettura, dopo aver ammirato la copertina intera, con due ritagli di giornale che metteranno subito nella giusta luce il lavoro di Stephen King.

Non si è lasciato scappare l’occasione nemmeno J. J. Abrams, che ne ha fatto una miniserie televisiva, chiamando come protagonista James Franco.

Titolo originale
11/22/63
Autore
Stephen King
Anno pubblicazione
2011
Lingua originale
Inglese
Genere
Fantascienza
VN:F [1.9.5_1105]
Valutazione: 5.0/5 (7 voti)
22/11/63 - Stephen King (Recensioni), 5.0 out of 5 based on 7 ratings

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