Molti libri vengono rovinati dalla trasposizione sul grande schermo, mentre per pochi altri “il film è meglio del libro”. Se il film Shining è meglio del già ottimo libro, un motivo ci sarà, ed è forse il suo regista, Stanley Kubrick.
Ma, nonostante la magistrale interpretazione di Jack Nicholson, tutto è partito da Stephen King e dal suo libro. Shining affronta, proprio come nel film, il tema della follia data dall’ isolamento: uno scrittore in crisi, Jack Torrance, va con la moglie Wendy e il figlio Danny a fare da guardiano invernale nell’Overlook Hotel, teatro, anni prima, di un nefasto evento: il guardiano invernale dell’epoca, Delbert Grady, si uccise dopo aver tolto la vita alla moglie e alle due figlie gemelle, ancora bambine.
Con il passare del tempo e l’isolamento, Jack Torrance scrive, ma comincia a mostrare segni di squilibrio, quasi a voler ripetere l’intera storia di Grady. Danny, il figlio, però ha dalla sua dei poteri paranormali che gli fanno vedere le due gemelline morte e che lo spingono nella camera 217, dove gli omicidi si sono consumati. La stanza 217 è anche quella che porta alla pazzia suo padre, e il bambino chiama aiuto attraverso i suoi poteri, per un finale molto diverso dal film, ma ugualmente forte e anzi migliore per un libro, che non può giocare con le immagini tanto quanto un film.
Film che, come già detto, è stato girato da Stanley Kubrick, il quale ha saputo cambiare l’opera di King solo nei punti in cui funzionavano di più altre scelte stilistiche. Kubrick ha anche un altro merito: la prima, rarissima, edizione di quest’opera aveva come titolo italiano “Una splendida festa di morte”, titolo che credo avrebbe ucciso il successo che poi ha fatto. Ma dopo la realizzazione della pellicola, si è optato saggiamente di tornare al titolo originale anche in Italia.
L’autore Stephen King ha affermato di aver preso spunto da se stesso per creare Jack Torrance: non per mettere se stesso nei personaggi, meccanismo che ogni scrittore applica automaticamente, ma perché in effetti all’epoca della stesura del libro era dipendente dall’alcool e si sentiva in bilico sulla follia. Un’immedesimazione che ha dato ancora più forza al libro.
Non sono mancati i lati negativi, come i continui battibecchi tra King e il regista riguardo le scene del film, dato che il primo non voleva far cambiare nulla nella trasposizione e il secondo voleva adattare la storia al film. Un altro lato negativo non da poco si è presentato con l’uscita di Doctor Sleep, libro che segna il seguito di Shining. Stephen King, ovviamente, è partito dalle basi del primo libro, ovvero l’Overlook raso al suolo da un’esplosione funzionale alla storia, mentre nel film il nefasto albergo resta in piedi. Se vorranno trarre un film anche da Doctor Sleep (e lo scrittore del Maine è uno degli autori che ha all’attivo più pellicole tratte dalle sue opere, quindi è statisticamente probabile), il dilemma dell’hotel ancora in piedi dovrà essere affrontato per non partire con il piede sbagliato.

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Valutazione: 5.0/5 (9 voti)
Shining, tra libro e film, 5.0 out of 5 based on 9 ratings

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