Sir Adam Sinclair, personaggio al centro della saga di Kurtz e Harris, deve sventare un nuovo complotto, questa volta contro forze oscure e pronte a tutto.

Katherine Kurtz e Deborah Turner Harris hanno avuto un’idea vincente per questa saga: una società segreta, la Loggia di Caccia, che indaga su alcuni crimini usando le facoltà psichiche dei singoli membri. Magari non originalissima, ma le due autrici riescono a dare un’impronta personale assolutamente godibile.
La serie, pubblicata tra il 1991 e il 1996, è composta di cinque libri e il quarto, “La setta del pugnale”, a mio avviso è tra i più avvincenti. Merito di due vicende intrecciate, una di Claire Crawford e l’altra del sottomarino nazista nascosto sulle coste irlandesi, che nasconde antichi e pericolosi segreti.
Claire è una ragazza costretta sulla sedia a rotelle dopo essere rimasta vittima col compagno di un pirata della strada, rimasto sconosciuto. Il compagno è morto nell’incidente, e lo stesso evento le ha provocato l’aborto del figlio che teneva in grembo. Queste due tragedie la spingono a provocare, senza che lei lo voglia, altri incidenti nello stesso tratto di strada, portando il caso all’attenzione dell’ispettore Noel McLeod, un altro membro della Loggia di Caccia. Date le mortali facoltà psichiche di Claire Crawford, interviene Adam Sinclair, a sua volta alle prese con un sottomarino nazista su cui, sembra, ci sia lo zampino dei buddisti, nonché di Adolf Hitler e del nazismo.
Con l’aiuto di Peregrine, suo malgrado in viaggio di nozze, il trio deve affrontare il temibile maestro Guanti Verdi, maestro buddista votato al male che brama il sinistro contenuto del sottomarino. Se Guanti Verdi dovesse venire in possesso del “tesoro”, potrebbe riportare in vita il regime nazista, come aveva tentato di salvarlo il suo predecessore a fine guerra, dato che Hitler in persona si era affidato alle arti magiche per tenere in vita il “Reich millenario”.
Avevo già letto libri facenti parte la teoria del complotto, in cui si parlava di quanto il nazismo dovesse alle arti magiche nere, per i numerosi amuleti in cui i vertici della dittatura credevano ciecamente. È stata quindi una sorpresa, ma solo fino a un certo punto, ritrovare la teoria ne “La setta del pugnale”, segno della cura sul testo da parte delle due scrittrici.
Un altro grosso lato positivo è che questo quarto capitolo può essere letto senza riprendere i tre precedenti, e senza lasciare la necessità di sapere come va a finire nel quinto. Però, i rimandi alle altre indagini vengono colti appieno solo se li si prende in fila. Il giudizio sul singolo libro, invece, per me è una promozione piena, 400 pagine in cui ci si tuffa senza pause.

Titolo originale
Dagger Magic
Autore
Katherine Kurtz & Deborah Turner Harris
Anno pubblicazione
1995
Lingua originale
Inglese
Genere
Horror
VN:F [1.9.5_1105]
Valutazione: 5.0/5 (8 voti)
La setta del pugnale - Katherine Kurtz & Deborah Turner Harris (Recensioni), 5.0 out of 5 based on 8 ratings