Pietro Mennea e il suo record sui 200 metri piani hanno accompagnato le vite di molti atleti e molti appassionati. Questo libro nasce per loro.

Nel saggio “19”72 – Il record di un altro tempo”, Pietro Paolo Mennea riesce a includere una grossa porzione della sua vita, che va dagli allenamenti iniziali, a quelli specifici per battere il record mondiale, a tutto ciò che è venuto dopo.
Molto attivo nel sociale, lo scomparso atleta ha dato alle stampe il libro per devolvere il ricavato alla sua “Fondazione Pietro Mennea onlus”, ma come sulle piste anche nella vita non stava mai fermo un attimo: corridore, filantropo e politico, non ha scritto solo quest’opera, anzi è un saggista molto quotato all’interno del movimento atletico italiano.
Il saggio che più di altri verte sul suo record mondiale si compone di varie parti, con una grande distinzione: prima e dopo. Prima, tratta dei suoi allenamenti ma anche della sua vita da ragazzo e di come l’incontro con l’allenatore Carlo Vittori gli abbia cambiato la vita agonistica. Le pagine sono un crescendo che arrivano al fatidico 12 settembre 1979, quando nel corso delle Universiadi di Città del Messico ferma il cronometro su 19 secondi e 72 centesimi, nuovo record sui 200 metri piani che resisterà 17 anni e che ancora adesso, all’impressionante distanza di 40 anni, è il miglior tempo europeo. Nella stessa occasione segnò anche il record italiano sui 100 piani, con 10 secondi e 1 centesimo, battuto 39 anni più tardi, nel 2018, di soli due centesimi di secondo.
Nel “dopo”, l’autore Pietro Mennea ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di avversari con sospetti di doping e federazione italiana, che lo ha bistrattato perché ha da sempre faticato a inserirsi tra i complicati giochi di potere dei vertici nazionali. Non mancano però capitoli tutti da scoprire, su avversari sportivi storici e su Sandro Pertini, indimenticato presidente della Repubblica. Il capitolo sullo sguardo al futuro, su chi potrebbe essere il nuovo Mennea, è da una parte disincantato, dall’altra venato da una fiducia sul mondo dell’atletica che lascia ben sperare.
Ottima la prefazione di Gianni Minà, volto storico del giornalismo italiano, che ha interagito tra gli altri con un altro atleta di razza superiore ma dal carattere spigoloso, Muhammad Ali, di cui si parla in un toccante capitolo Il libro. La copia che ho io, in realtà, mi riporta alla mente ricordi piacevoli: è autografata dal suo celebre autore, nella stessa occasione ho realizzato un’intervista video, infine è legata a un altro aneddoto particolare. L’ho intervistato nel maggio del 2011, meno di due anni prima che morisse, e già alle prese con il tumore. La scena è questa: giornalisti ventenni e trentenni, alla fine della conferenza stampa tenutasi al terzo piano di un palazzo comunale, si apprestano a chiamare l’ascensore per scendere al piano terra, quando arriva bel bello Pietro Mennea, 58enne malato (anche se non ne aveva per niente l’aria, c’è da dire). Ci guarda ed esclama: “Dai, ragazzi, muovete quelle gambe e prendete le scale!” lanciandosi con verve ed evitando, di fatto, l’ascensore. L’ennesima lezione da cui imparare, anche se non l’ultima.

Titolo originale
19″72 – Il record di un altro tempo
Autore
Pietro Paolo Mennea
Anno pubblicazione
2008
Lingua originale
Italiano
Genere
Saggio
VN:F [1.9.5_1105]
Valutazione: 5.0/5 (5 voti)
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