Il 7 e l’8 febbraio, a Caserta, si è tenuto il Gigacon, una fiera del fumetto, dei videogiochi e del mondo pop. Era la prima edizione, e direi che tra Cristina D’Avena e il resto, è partita col botto.
Noi siamo andati l’8, una giornata con ospiti interessantissimi, tra Anna Mazzamauro (la signorina Silvani della lunghissima saga cinematografica del personaggio di Fantozzi, portato sullo schermo da Paolo Villaggio), Giovanni Muciaccia (storico conduttore di Art Attack, programma che ha accompagnato ormai diverse generazioni) e Cristina D’Avena, che non ha bisogno di presentazioni.
Abbiamo girato tra i vari stand, fatto qualche acquisto mirato, di libri e oggetti che in pratica si trovano solo alle fiere, e mangiato qualcosa. Ormai siamo assidui frequentatori del Comicon di Napoli, e a differenza del pluriennale appuntamento partenopeo, questa prima edizione del Gigacon è stata più vivibile, nonostante le migliaia di presenze.
Siamo rimasti fino all’evento finale di Cristina d’Avena. Lei, la regina delle sigle televisive dei cartoni animati dagli anni ’80 in poi, non è solo quello. Da “Love me Licia” del 1986 ha cominciato una proficua carriera di attrice, oltre a diventare negli anni conduttrice e scrittrice (suo il libro di storie per ragazzi “Il giardino delle fiabe”). Sigle come “Occhi di gatto” e “La canzone dei Puffi” (primo grande successo in carriera, datato 1982), entrambi dischi d’oro con oltre 500.000 copie vendute, sono una parte infinitesimale di quanto ha fatto per tante generazioni di italiani e non solo. Nel 2026 festeggia i 45 anni di carriera, difatti la prima sigla incisa è stata “Bambino Pinocchio” nel 1981, ma in realtà, a 61 anni, può vantare ben 58 anni di carriera, dato che la sua prima apparizione è stata allo Zecchino d’Oro nel 1968, dove ha cantato la famosissima “Il valzer del moscerino”. Dopo l’esordio a 3 anni, è tornata allo Zecchino d’Oro e ha fatto parte del coro dell’Antoniano fino al successo mondiale degli anni ‘80.
L’ho vista esibirsi più volte, una in formazione concerto con i Gem Boy nel 2009, sempre a Caserta, e devo dire che è sempre un’emozione anche stare fra il pubblico. Figuriamoci conoscerla e poterle parlare (anche perché dovevo incontrarmi con il suo entourage per un progetto futuro). Dolce, come la Licia del telefilm, e disponibile a fare due chiacchiere nonostante le tante persone in fila, ha chiuso in bellezza la giornata.

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Cristina D’Avena, la regina del Gigacon, 5.0 out of 5 based on 3 ratings