Qualche tempo fa, scrivendovi di aver incontrato Cristina D’Avena, vi avevo accennato che ero lì anche per discutere di una possibile collaborazione futura. Ebbene, si trattava di una sua esibizione a Parete, che ha raccolto una fiumana di gente come mai si era vista prima.
Tra i miei contatti, sviluppati negli anni di giornalismo (non mi manca molto al traguardo dei 30 anni di carriera nell’ambito), ci sono diversi volti noti. Da quando, a fine anno scorso, mi sono unito all’associazione La Tenda, ho potuto cominciare a chiamarli non solo per interviste e informazioni sui progetti futuri, ma anche per valutare la possibilità di far esibire alcuni cantanti sul suolo casertano. Ebbene, tutto l’entourage, dal manager di Cristina D’Avena in poi, è stato gentilissimo e disponibilissimo, e si è arrivati in breve tempo a fissare la data del 17 maggio.
La Festa della Fragola a Parete, dal canto suo, è un evento giunto alla dodicesima edizione se si aggiungono i due Fragola Day, prodromi della Festa in sé, con stand, artisti di strada e soprattutto un palco riempito per tre giorni da validi artisti provenienti da tutta l’Italia. I concerti in passato non sono stati di minor importanza, ma quello che ho più apprezzato, oltre alla disponibilità del La Tenda di darmi fiducia e la gentilezza di Cristina D’Avena, che ho avuto modo di conoscere con calma nell’arco delle settimane precedenti (per preparare la data le ho fatto un’intervista) e della serata, è stata la risposta del pubblico. La villa comunale, teatro naturale all’aperto, costellato di stand enogastronomici, e piccoli artisti e artigiani che esponevano invece i loro manufatti unici, si è riempita di un tappeto di persone (provenienti da almeno tre regioni diverse) che hanno coperto l’intero spazio disponibile. Qui di seguito un filmato preso dal social Facebook, e che fa ben capire la mole di persone presenti.

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https://www.facebook.com/reel/1280566680952799

 

Inutile dire che, quando Cristina D’Avena chiedeva al pubblico di cantare alcuni versi dei suoi successi come Sailor Moon, Holly e Benji, Pollon, All’arrembaggio (sigla dell’osannato One Piece) e l’irrinunciabile Occhi di gatto (già resa immortale, più di quel che era, a Sanremo, grazie al duetto con le Bambole di Pezza di quest’anno), la risposta dei tantissimi fan era da brividi.
Sarà una data che mi resterà impressa nei ricordi, ma sono sicuro che lo stesso valga per gli altri soci dell’associazione e per i fan. Almeno, quando mi sono trovato in mezzo al pubblico per sentirla (sia da sola che nel progetto con i Gem Boy), per me è sato così.
Il momento più curioso forse è stato quando mio figlio l’ha vista. Lui aveva già letto il libro di fiabe della cantante e attrice, “Il giardino delle fiabe”, la cui copia che abbiamo noi contiene una dedica autografata proprio al piccino. Ma, ci siamo resi conto, pur conoscendo diversi pezzi, lui non l’aveva mai vista perbene in foto o video. Quando ha capito chi fosse, non ha smesso di guardarla e sorridere, segno dell’amore trasversale di cui Cristina D’Avena gode, e che copre diverse generazioni.

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