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Never Flinch – La lotteria degli innocenti – Stephen King (Recensioni)
Quando uscirono, nell’ordine, “Mr. Mercedes”, “Chi perde paga” e “Fine turno”, in tre anni consecutivi, tra il 2014 e il 2016, rimasi un po’ sorpreso dalla tecnica dei personaggi ricorrenti, poco usuale per Stephen King, Torre Nera a parte. Ma, undici anni dopo il debutto, ecco ancora la detective Holly Gibney, in “Never Flinch – La lotteria degli innocenti”, alla sua settima apparizione.
C’è da dire che i primi tre romanzi della saga erano incentrati sul vecchio detective Bill Hodges e sulla sua piccola agenzia Finders Keepers, mentre con “The Outsider”, “Se scorre il sangue” e “Holly” le vicende si spostano appunto su Holly Gibney, nata per essere un personaggio di contorno del primo libro e poco altro (per mettere in scena la donna vessata dalla madre, che richiama il classico “Carrie”, esordio letterario del Re del Brivido).
Holly Gibney, anzi Izzy Jaines, questa volta, è alle prese con un misterioso uomo che si firma Trig, disposto a uccidere “tredici innocenti e un colpevole” per espiare la colpa di un innocente accoltellato e morto in carcere per una pena poi rivelatasi ingiusta. Intrigante, pieno di colpi di scena, il classico thriller in cui man mano si capisce qualcosa di più e che porta a un finale inaspettato. Sarebbe più che sufficiente per il 90% degli scrittori viventi, ma Stephen King è di un’altra categoria, e lo sappiamo bene. In “Never Flinch – La lotteria degli innocenti”, infatti, trovano spazio tutti i personaggi dei libri precedenti, dall’ispettrice Izzy Jaines, ai fratelli Robinson, Jerome e Barbara, ai richiami per Bill Hodges, e inaspettati cameo di altri personaggi ancora di cui non si sapeva nulla da tempo.
Come ci riesce? Piazzando ognuno di loro in una sottotrama, che definire tale è riduttivo. Diciamo che ci sono più trame caratterizzate da uguale profondità. C’è la leggenda di musica gospel, Sista Bessie, che deve esibirsi nello stesso palazzetto, il Mingo Auditorium, in cui ci sarà una tappa del tour dell’attivista femminista Kate McKay. Sista Bessie intrattiene una collaborazione musicale con Barbara Robinson, ormai poetessa pluripremiata, Kate McKay chiama Holly Gibney come guardia del corpo per il suo tour, e il Mingo Auditorium è lo stesso in cui Brady Hartsfield voleva causare una strage nel primo libro della saga.
Incroci tenuti su con maestria da King, che tesse i fili, facendo pensare al lettore che tante storie non potranno mai unirsi, invece confluiscono tutte in un finale sorprendente.
Ho iniziato a leggere alcune critiche per la sovraesposizione di Holly Gibney, nonostante l’ottima capacità di scrittura del suo autore. Dopo questo romanzo inizio a comprendere chi lo dice: è un eccellente thriller, tante storie si uniscono in un punto finale pregno di suspence, ma che sia Holly Gibney a trovarsi in quel punto, dopo che si è trovata al centro di tante altre vicende, comincia a diventare poco credibile. Oppure è tanto sfortunata.
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Titolo originale
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Never Flinch |
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Autore
|
Stephen King |
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Anno pubblicazione
|
2025 |
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Lingua originale
|
Inglese |
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Genere
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Thriller |
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| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Paolo il 28 febbraio 2026 alle 08:00, ed è archiviato come Raccolta Stephen King, Recensioni, thriller. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |









