Umberto Eco dà alle stampe un’opera prima che dal 1980 non ha mai perso il suo fascino.

Il nome della rosa” di Umberto Eco è uno di quei romanzi diventati talmente grandi da essere ormai studiati nelle scuole. Come ci si è arrivati?Io credo che la sua forza sia insita nel tipo di storia, originale per l’epoca, e per la bravura dell’autore, quell’Umberto Eco già semiologo e filosofo. Inserire la conoscenza di questi due ambiti, in un romanzo dalla trama così fitta da travalicare i paletti del genere giallo, ha a mio avviso fatto la differenza.
Trama che parte da un monastero benedettino italiano nel 1327, anzi in realtà dal ritrovamento, avvenuto in tempi moderni, di un testo su ciò che accadde nel 1327 nello stesso monastero. Nel luogo sacro si dovrebbe tenere un delicato convegno, ma tutto è messo in pericolo dalla catena di morti che parte con Adelmo, un monaco trovato senza vita durante una bufera di neve.
Nel corso delle pagine vengono affrontati temi di una certa attualità, come i confratelli che indulgono nel piacere della carne, entrando in intimità con una ragazza del luogo, e anzi a seguito di queste vicende l’autore Umberto Eco scrive pagine significative sull’argomento. Il centro di tutto però è un misterioso manoscritto, da tempo immemore chiuso in biblioteca, e a cui sembra che solo poche persone riescano ad avere accesso. Bella la descrizione della biblioteca, che mi ha ricordato quella di “Inferno” di Dan Brown, romanzo non a caso ambientato per gran parte in Italia, quasi una sorta di tributo a “Il nome della rosa”.
Il modo in cui l’autore ci porta alle fasi finali dimostra tutta la sua capacità di tenere il lettore attaccato alla storia, i colpi di scena sono messi al punto giusto, dote non comune e che viene dopo anni di esperienza. Anni che Umberto Eco, in quanto studioso indefesso, ha avuto alle spalle di questo libro, seppur si tratti del primo romanzo, e quindi magari non ancora avvezzo alla prosa. Lacuna evidentemente colmata da studi portati tutti su queste pagine.
Vincitore di un Premio Strega, al romanzo è seguito anche un film, che vede tra gli interpreti un magistrale Sean Connery.

Titolo originale Il nome della rosa
Autore Umberto Eco
Anno pubblicazione 1980
Lingua originale Italiano
Genere Giallo
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Valutazione: 5.0/5 (11 voti)
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