La fantasia di Lewis Carroll, al servizio di una storia che è una pietra miliare della letteratura, esplode in tutta la sua forza nel corso di due romanzi.

Quasi 160 anni fa venne dato alle stampe “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, a firma Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson) e da allora la sua forza non si è mai esaurita, anzi è rimasta linfa vitale per gli artisti di tutto il mondo. Al primo libro del 1865, seguì “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” del 1871, la conferma del genio visionario di Carroll.
Parlare del mondo (anzi, dei mondi) di Alice in un solo articolo è proibitivo, principalmente perché ogni singolo incontro che la bambina fa nel corso delle pagine meriterebbe un libro a sua volta. L’edizione che ho io (che poi è quella dell’immagine qui a fianco), “Le avventure di Alice”, oltre al romanzo principale, contiene anche “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, degna chiusura di un cerchio.
La trama la conosciamo tutti: Alice, nell’inseguire un coniglio bianco molto particolare, cade in una tana e giunge in un altro mondo. Qui, alla ricerca di un modo per uscirne, fa gli incontri più vari e allucinatori, come quello col Gatto del Cheshire dall’indimenticabile sorriso, il Bianconiglio, la Lepre marzolina e il Cappellaio matto. Ma nei suoi peregrinaggi conosce anche la pericolosa Regina di cuori, che ha una predilezione a far tagliare teste dei suoi oppositori. Come suggerisce il nome, è una carta da gioco, tanto che tutto il libro è basato sul gioco del poker, mentre il seguito, “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, è sugli scacchi.
Passando appunto al seguito di sei anni dopo, non mancano altri incontri surreali, come quello con il Giabervocco, Humpty Dumpty l’uovo e così via. Ma quello che resta uguale è la capacità di Lewis Carroll di stupire i piccoli lettori (Alice ha sette anni in entrambe le storie, e già a quell’età è possibile leggere le pagine dei due romanzi cogliendo i primi significati profondi).
I significati possono però essere colti a ogni età, come gli erudimenti di matematica e fisica (specialmente nel seguito) dovuti alla formazione di Carroll, matematico oltre che poeta e scrittore. Ricorda in tal senso le numerose chiavi di lettura di “Flatlandia” per complessità. La figura di Alice, ripresa da una bambina che l’autore conosceva, Alice Liddell, ha uno sviluppo che ricalca la crescita di una bimba (o un bimbo) che fa tesoro dalle esperienze accumulate. Il fondo “reale”, insomma, è un gancio che sa affascinare il lettore maturo forse in misura maggiore della presa che hanno sui piccoli le numerose filastrocche e canzoncine poste negli incontri più assurdi.
Il consiglio di leggere entrambi i libri, fin da quando Alice insegue il Bianconiglio, è quasi superfluo: l’invito si estende non solo ai romanzi, ma anche a vedere qualcuno dei numerosi film basati sulla storia, o ad ascoltare le canzoni d’autore con lo stesso tema della fiaba. Per qualche consiglio, e per conoscere l’onda lunga che ha avuto sull’arte, rimanete su questo sito perché ne parlerò meglio qui.

Titolo originale
Alice’s Adventures in Wonderland
Autore
Lewis Carroll
Anno pubblicazione
1865
Lingua originale
Inglese
Genere
Fantasy
VN:F [1.9.5_1105]
Valutazione: 5.0/5 (5 voti)
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie - Lewis Carroll (Recensioni), 5.0 out of 5 based on 5 ratings

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