Durante il periodo del lockdown, nel 2020, ho avuto modo di occuparmi maggiormente di giornalismo e scrittura. Nel corso delle mie scorribande, rigorosamente dal divano di casa dato il Covid, ho conosciuto tra gli altri Luca Guercio, chitarra e tromba dei Meganoidi.
Da quella conoscenza, oltre alle nostre chiacchierate, nacquero due momenti distanti sei anni: la prima, datata 2020, fu un’intervista a Luca Guercio, mentre per la seconda, del 2026, lo stesso Luca è stato ospite del mio podcast Compagni di Merenda (cliccando su Compagni di Merenda si apre un link, è l’ultimo contributo in basso).
Poche settimane dopo la puntata del podcast, ho avuto la fortuna di assistere a un loro concerto, il 17 agosto a Bagnolo del Salento.
I Meganoidi sono un gruppo punk rock che ha fatto la storia della musica italiana, con la celebre “Zeta Reticoli”, ma anche fra le altre con “Supereroi”, primo pezzo in assoluto del 1998, già sigla del programma televisivo Le Iene, che ha aiutato a lanciarli nell’Olimpo della musica italiana.
A quasi 30 anni di distanza, girano sempre da Nord a Sud, con capatine all’estero, per portare in tour la loro musica, e proprio a Bagnolo del Salento ho potuto godermi i pezzi che hanno costellato la carriera che si avvia al prestigioso compleanno.
Al termine, ho avuto modo di scattare qualche fotografia con Davide Di Muzio, il cantante, e appunto Luca Guercio, oltre a farci due chiacchiere e bere una birra insieme. A margine ho anche avuto il loro vinile, “Meganoidi on the Rocks”, parte dell’omonimo progetto video, il documentario lanciato su Prime. Nel vederli interagire col folto pubblico accorso al termine dello spettacolo, mi ha colpito il modo naturale di interfacciarsi con ogni uomo, donna e bambino che hanno voluto salutarli. Segno che, sì, il palco è fondamentale, ma anche scenderne, in tutti i sensi, per mettersi allo stesso livello delle persone che erano lì per loro.

 

 

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