Con “Hunger Games: L’alba sulla mietitura” si chiude, a mio avviso, la lunga parabola distopica, nata dalla penna di Suzanne Collins, che ha appassionato milioni di persone nel mondo, tra i cinque libri e i sei film realizzati.
Quando uscì “Hunger Games: Ballata dell’usignolo e del serpente”, nel 2020, affermai in un successivo incontro pubblico al quale ero stato invitato che forse non si trattava della fine degli Hunger Games. Mancava, a quel punto, la partecipazione vittoriosa di Haymitch Abernathy, che nella saga principale degli Hunger Games, quella con Katniss Everdeen e Peeta Mellark, fa il mentore appunto dei due giovani che poi danno inizio alla rivolta finale su Capitol City.
Onore all’autrice che, per parlare di Haymitch, trova qualcosa di nuovo e sorprendente rispetto a ciò che il lettore già sapeva dai libri precedenti: il protagonista aveva vinto i cinquantesimi Hunger Games, seconda edizione della memoria, da allora si era ritirato lontano da tutti e veniva tirato a lucido ogni anno per fare da mentore, inoltre per vincere aveva sfruttato il campo di forza dell’arena. Ecco, sembra una strada già tracciata, ma Collins riesce a trovare nuovi sbocchi narrativi e legare a lui anche Lucy Gray Baird, vincitrice del distretto 12, già apparsa nel capitolo precedente della saga.
Il giovane Haymitch Abernathy è fidanzato con Lenore Dove, parente di Lucy Gray, appartenente alla stessa famiglia una volta itinerante. Ma dopo una rocambolesca estrazione dei nomi per gli Hunger Games, si trova a dover partecipare. Ormai spacciato, secondo il suo metro di giudizio, si organizza per distruggere i giochi, e qui, man mano, prima di entrare nell’arena, trova personaggi che saranno centrali nei libri finali (sulla linea temporale, cioè La ragazza di fuoco e Canto della rivolta I e II). Sul suo percorso trova Beetee Latier, che nei 75esimi Hunger Games, gli ultimi, sarà uno dei tributi dei giochi, o Effie, iconico personaggio che segue i tributi dalla mietitura fino alle porte dei giochi, ma qui alla sua prima apparizione, e molti altri.
Viene nominata anche la spilla della ghiandaia imitatrice, posseduta da una parente di un tributo, Maysilee Donner, dei cinquantesimi Hunger Games, e che ventiquattro anni dopo sarebbe arrivata a Katniss. Non manca nemmeno un pezzo da novanta, ovvero Plutarch Heavensbee, giovane di buona famiglia che vuole aiutare, o forse no, i tributi che vogliono sabotare l’arena, e futuro stratega e responsabile della buona riuscita della rivolta. Ovviamente il presidente Coriolanus Snow ha la sua parte, davvero da malvagio, il classico villain di spessore.
Una miscela perfetta e, se dovesse essere il libro finale, un gran bel modo per salutare il pubblico.

Titolo originale
Sunrise on the Reaping
Autore
Suzanne Collins
Anno pubblicazione
2025
Lingua originale
Inglese
Genere
Thriller
VN:F [1.9.5_1105]
Valutazione: 5.0/5 (3 voti)
Hunger Games: L’alba sulla mietitura - Suzanne Collins (Recensioni), 5.0 out of 5 based on 3 ratings

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