Ci sono degli artisti che mettono a disposizione della comunità il proprio estro, che traggono giovamento dal vedere che le loro opere sono esposte in pubblico e apprezzate da tutti, dai critici d’arte ai semplici passanti.

Mario Orabona è così, dipinge quadri (e fa sculture, e altro ancora) per amore. E quando una cosa è fatta con il cuore, non tardano ad arrivare segni d’apprezzamento. Nel suo caso, sotto forma di titoli e riconoscimenti per moltissime delle sue opere.

Mario Orabona ha infatti avuto il suo primo diploma di onore nel 1967 con l’opera “L’Annunciazione”. Nella scultura, ha lavorato praticamente tutti i materiali, dal ferro al legno, passando per il gesso e il cemento. Gran parte delle sue opere sono visibili sul sito www.belleartimarioorabona.com.

Molto disponibile, ci ha spiegato come nascono le sue opere e gli inizi della sua carriera.

D: Innanzitutto, come hai maturato la scelta di darti al mondo dell’arte?

R: Già dalle elementari adoravo prendere un pennello e disegnare. È sempre stato qualcosa che si trovava dentro di me e che dovevo far uscire. Mio padre poi aveva un colorificio e, pur di disegnare, creavo i colori da me, impastando quelli in polvere. Non avevo ancora le basi, non conoscevo nemmeno il nome della tonalità che creavo, ma se mi sembrava giusto lo usavo. In quel periodo creavo spesso quadri di carattere religioso. Poi, quando avevo circa 14-15 anni, andai con mio fratello a Napoli per un lavoro di ristrutturazione di una scala. In verità ci andai sperando di conoscere qualcuno che mi avrebbe potuto aiutare nella mia carriera di pittore, e così fu: lo stabile era di Angelo Raffaele Jervolino [quattro volte ministro tra il 1948 e il 1966, e padre di Rosa Russo Jervolino, anche lei ministro e primo sindaco donna della città di Napoli]. Lui, vedendo le mie opere, rimase stupito e dimostrò molto interesse. Mi spinse a fare la scuola di scultura piuttosto che quella di pittura, in quanto diceva che nel campo della pittura non avevo più bisogno di una scuola. Ebbe ragione, dato che adesso faccio anche lo scultore.

D: Cosa ti spinge verso un tema piuttosto che un altro? Da cosa trai ispirazione?

R: La mia più grossa fonte d’ispirazione è la natura, intesa in senso lato. Ciò che ci circonda è l’unica, e immensa, fonte di ispirazione. Vengo colpito da quello che la mia anima è disposta a recepire in quel momento. Quando ad esempio affronto i temi religiosi, mi immedesimo nella mia opera e riesco a dare al volto di Cristo o della Madonna quelle connotazioni spirituali che non riuscirei a esprimere se non credessi in ciò che faccio.

D: Hai vinto molti premi e hai avuto molti riconoscimenti, ricordiamo il titolo di Professore Europeo d’arte e le molte opere premiate. A quale di questi premi sei più legato?

R: Non sento differenza tra uno e l’altro, e nemmeno tra scultura e pittura. Metto esattamente la stessa passione in tutto ciò che creo, sono geloso di tutte le mie opere e orgoglioso di tutte. I riconoscimenti mi fanno piacere, ma non cambiano il senso di ciò che faccio.

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Intervista esclusiva a Mario Orabona, 5.0 out of 5 based on 6 ratings