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	<title>&#187; Arteggiando &#8211; Paolo Merenda</title>
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		<title>Recensione: Pet Sematary &#8211; Stephen King</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Sematary]]></category>
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		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo a uno dei miei libri preferiti di Stephen King. Pet Sematary è un romanzo puramente horror, ma si arriva per gradi al punto di rottura decisivo: cammino lento che permette al lettore di entrare nella storia e lasciarsi soggiogare. Quando i particolari meno realistici vengono introdotti, il lettore arriva ad accettarli senza molti problemi,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo a uno dei miei libri preferiti di Stephen King. Pet Sematary è un romanzo puramente horror, ma si arriva per gradi al punto di rottura decisivo: cammino lento che permette al lettore di entrare nella storia e lasciarsi soggiogare. Quando i particolari meno realistici vengono introdotti, il lettore arriva ad accettarli senza molti problemi, ormai rapito dalle pagine.<span id="more-2457"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/02/pet-sematary-stephen-king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2572" title="pet-sematary-stephen-king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/02/pet-sematary-stephen-king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>Partendo appunto per gradi, il dottore Louis Creed si trasferisce in una piccola cittadina, Ludlow, con la moglie Rachel e i figli Ellie e Gage. Completa la famiglia il gatto di Ellie, Church, che avrà un ruolo centrale nella storia, dato che davanti alla nuova casa passa una superstrada, pericolosa per i bambini e il gatto stesso. Quando muore investito mentre Ellie è via dai nonni, il vicino di casa Jud gli parla del cimitero degli animali, il Pet Sematary. Non quello “ufficiale”, ma una diramazione più nascosta: qui è dove gli indiani Micmac seppellivano i propri cari riportandoli in vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il gatto funziona, ma Louis capisce che qualcosa non va: è come se Church avesse perso la sua anima, sostituita da un’entità malvagia. Ottimi i passaggi in cui viene dato uno spessore senza pari a un personaggio che è “solo” un gatto, dalla sua caccia ai topi, che lascia squartati a terra, alle occhiate che lancia a Louis e Jud. La storia diventa ancora più cupa quando la stessa sorte di Church capita a Gage, e niente può Jud, che tenta di metterlo in guardia sul seppellirlo nel Pet Sematary. Così anche Gage torna in vita, per un finale velocissimo e pieno di azione: il bambino ruba un bisturi al padre, uccide Jud e Rachel, la stessa madre, gesto emblematico del cambiamento dopo il ritorno in vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Louis riesce a fermarlo, ma è ormai impazzito, e si convince che il figlio sia diventato malvagio per il troppo tempo passato tra morte e sepoltura. Quindi, a poche ore dalla sua morte, seppellisce la moglie Rachel. L’ultima pagina termina come meglio non potrebbe, con un interrogativo grosso quanto il libro stesso.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1989 il regista George A. Romero decide di farne un film, ma il progetto viene posticipato e Mary Lambert sostituisce lo storico regista. La pellicola <em>Cimitero vivente</em> ha diverse particolarità, da Stephen King impegnato in un piccolo ruolo, cosa che ama fare nei “suoi” film. La colonna sonora è dei Ramones, che per l’occasione incidono anche un bellissimo pezzo, Pet Sematary appunto. King ha molte conoscenze nel mondo della musica, grazie a uno dei progetti alternativi in cui è impegnato: si tratta del gruppo Rock Bottom Remainders, che ha visto moltissimi scrittori e sceneggiatori impegnati, tra cui Matt Groening, inventore dei Simpson e di Futurama, e con guest star del calibro di Bruce Springsteen.</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>Pet Sematary</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1983</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Horror</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Recensione: Christine &#8211; Stephen King</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 07:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[Christine]]></category>
		<category><![CDATA[La macchina infernale]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[Stephen King, qualche anno più tardi, riferendosi a quest’opera disse che non gli era venuta bene come aveva voluto, gli era mancata esperienza. C’è da chiedersi se avesse scritto oggi una storia del genere cosa ne sarebbe venuto fuori, dato che già così è godibilissima e piena di colpi di scena.
La storia comincia quando Arnie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Stephen King, qualche anno più tardi, riferendosi a quest’opera disse che non gli era venuta bene come aveva voluto, gli era mancata esperienza. C’è da chiedersi se avesse scritto oggi una storia del genere cosa ne sarebbe venuto fuori, dato che già così è godibilissima e piena di colpi di scena.<span id="more-2451"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/02/christine-stehen-king.png"><img class="size-full wp-image-2574 alignleft" title="christine-stehen-king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/02/christine-stehen-king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>La storia comincia quando Arnie Cunningham e Dennis Guilder notano una Plymouth Fury del 1958 in un cortile che sembra abbandonato. È molto malmessa ma ad Arnie questo non importa: come dice Dennis, si è innamorato. Acquista l’automobile da Roland LeBay, vecchio proprietario, e la porta in una carrozzeria per rimetterla in sesto. Qui la svolta, dopo gli indizi precedenti: Christine, il nome dato alla macchina da Arnie, si rigenera, aggiustandosi da sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, mentre cambia, cambia lo stesso Arnie, che è soggiogato dall’auto e, da secchione che era, diventa cinico e irascibile, pur di difendere la sua Plymouth Fury. L’atteggiamento non va giù ai bulli della scuola che devastano l’auto per punire Arnie. Solo che non è lui, ma Christine stessa a vendicarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto in poi, l’autore statunitense aggiunge velocità al ritmo già sostenuto delle pagine precedenti: i bulli muoiono in strani incidenti in cui è coinvolta Christine, ma solo Dennis Guilder ne è convinto, e i capitoli si snodano tra Arnie, Dennis, Leigh Cabot (neofidanzata di quest’ultimo), gli omicidi e le indagini. Intese sia come indagini sugli omicidi che come quelle su Christine stessa, che Dennis porta avanti parlando col fratello di Roland LeBay, che intanto è morto. Ed è un crescendo fino alla fine, con la trappola tesa alla macchina infernale, che col senno di poi non sembra essere scattata alla perfezione.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso 1983, il regista John Carpenter, monumento del genere horror, non si è lasciato scappare l’occasione di farne un film, &#8220;Christine &#8211; La macchina infernale&#8221;. L’auto rossa e bianca è così entrata nell’immaginario collettivo ricavando molte citazioni, non ultima una puntata di Futurama, in cui si riprende per sommi capi proprio il film.</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>Christine</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1983</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Horror</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Recensione: Stagioni diverse &#8211; Stephen King</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/recensione-stagioni-diverse-stephen-king/</link>
		<comments>http://www.paolomerenda.it/recensione-stagioni-diverse-stephen-king/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[Stagioni diverse]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[In alcune di queste storie, la terza in particolare, ci sono pagine definite dalla critica come le migliori mai scritte sull’adolescenza. Non è un caso quindi che ben tre delle quattro novelle contenute nell’opera siano poi diventate pellicole cinematografiche. Iniziamo da “L’eterna primavera della speranza &#8211; Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, fonte di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In alcune di queste storie, la terza in particolare, ci sono pagine definite dalla critica come le migliori mai scritte sull’adolescenza. Non è un caso quindi che ben tre delle quattro novelle contenute nell’opera siano poi diventate pellicole cinematografiche. Iniziamo da “L’eterna primavera della speranza &#8211; Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, fonte di ispirazione, per il regista Frank Darabont nel 1994, del film “Le ali della libertà”, nel cui cast figurano Tim Robbins e Morgan Freeman; poi “L’estate della corruzione &#8211; Un ragazzo sveglio”, diventato nel 1998 “L’allievo” per mano del regista Bryan Singer (nel cast anche Joshua Jackson), reduce dall’Oscar per “I soliti sospetti”; infine “L’autunno dell’innocenza &#8211; Il corpo”, nel 1986 “Stand by me &#8211; Ricordo di un’estate” grazie al regista Rob Reiner. Solo la quarta storia, “Una storia d’inverno &#8211; Il metodo di respirazione”, è rimasta sulla carta.<span id="more-2353"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/stagioni_diverse_stephen_king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2395" title="stagioni_diverse_stephen_king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/stagioni_diverse_stephen_king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>Questo deve far riflettere su due aspetti: quanto Stephen King rivestisse un ruolo di spicco già allora, e quanto sia buono questo lavoro, non a caso premiato dalla critica e dalle trasposizioni cinematografiche. Ma, se nel parallelismo racconto-film della storia “primaverile”, poco o nulla è stato cambiato (parte del finale, per rendere quello del film più chiaro del racconto), la trasposizione “estiva” ha avuto pesanti aggiustamenti: la storia parla di un rapporto piuttosto particolare tra un ragazzo, Todd Bowden, e un ex gerarca nazista, Kurt Dussander.</p>
<p style="text-align: justify;">Un rapporto riassumibile nel fatto che Kurt deve narrare tutte le vicende legate ai campi di sterminio al ragazzo. Se nel racconto sia il ragazzo che l’anziano uccidono barboni, persone “invisibili”, uniti da un legame psichico, nel film è solo l’ex nazista a farlo. Inoltre, se nel racconto il suicidio di Kurt è riportato nella pellicola, non lo è la fine di Todd, uscitone “pulito” nell’opera di Bryan Singer, ma non nel racconto nel quale, probabilmente (la fine è nebulosa), si suicida anch’egli. Cambi forse non apprezzati dagli amanti di King, ma funzionali a un tipo di storia meno nero e truce, anche se il titolo, “L’allievo”, dovrebbe far pensare forse al contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, una sola piccola, ma significativa, variazione tra libro e film “autunnale”: infatti, se la storia era appunto ispirata all’autunno, il film è, come recita nel titolo, il “ricordo di un’estate”. A questo punto, per fare l’ein plein, manca il racconto invernale, che però non si presta bene a una trasposizione come i primi tre. Forse questo il limite, ma un limite che chi legge non avverte, anzi forse è il più godibile dei quattro in quanto riesce a tenere il lettore incollato alle pagine.</p>
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	</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>Different seasons</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1982</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Raccolta di racconti</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Recensione: L’ultimo cavaliere &#8211; Stephen King</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/recensione-l-ultimo-cavaliere-stephen-king/</link>
		<comments>http://www.paolomerenda.it/recensione-l-ultimo-cavaliere-stephen-king/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[La Torre Nera]]></category>
		<category><![CDATA[L’ultimo cavaliere]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ultimo cavaliere è forse il romanzo più breve di Stephen King, ma se non fosse stato scritto, adesso molte cose nel suo mondo artistico sarebbero diverse. Il motivo è ciò che rappresenta quest’opera di meno di 200 pagine: il primo capitolo della saga della Torre Nera, saga che ha contraddistinto gran parte della produzione dello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’ultimo cavaliere è forse il romanzo più breve di Stephen King, ma se non fosse stato scritto, adesso molte cose nel suo mondo artistico sarebbero diverse. Il motivo è ciò che rappresenta quest’opera di meno di 200 pagine: il primo capitolo della saga della Torre Nera, saga che ha contraddistinto gran parte della produzione dello scrittore americano, specialmente nei primi anni del 2000. Infatti sarà allora che la   Torre Nera entrerà anche in altre storie.<span id="more-2348"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/l_ultimo_cavaliere_stephen_king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2392" title="l_ultimo_cavaliere_stephen_king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/l_ultimo_cavaliere_stephen_king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>Ma adesso, come detto, siamo “solo” al primo capitolo. Che si apre con Roland di Gilead, pistolero solitario, su una spiaggia. Pronti via, e perde un paio di dita per colpa delle aramostre, mancanza con cui dovrà avere a che fare per tutte le restanti 5000 e passa pagine della saga. Insegue l’Uomo in Nero, per motivi sconosciuti al lettore, motivi che poi verranno fuori nel corso della narrazione, e nel farlo attraversa posti molto molto particolari, come la stazione di posta, teatro del secondo paragrafo. In questa stazione, tra gli altri motivi di interesse, un motore atomico, anche se ormai in disuso. E nello stesso posto, trova anche Jake Chambers, bambino ucciso nella sua New York del 1977, spinto sotto un’auto, pare, proprio dallo stesso Uomo in Nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Le azioni sono lente ma inesorabili, come la perdita di Jake per continuare a inseguire l’Uomo in Nero. Per un kingofilo, un libro da non perdere, che svela qualche piccolo scenario di ciò che avverrà successivamente. Fondamentale il passaggio in cui Roland raggiunge L’Uomo in Nero e si fa predire il futuro: le carte che escono fuori annunceranno ciò che avverrà nei successivi due capitoli della saga.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dove Stephen King ha preso l’idea per una saga così imponente? Da un poema, Childe Roland alla Torre Nera giunse, di Robert Browning. Quando si dice l’importanza dei classici.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>The gunslinger</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1982</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Dark fantasy</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Recensione: L’uomo in fuga &#8211; Stephen King</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/recensione-l-uomo-in-fuga-stephen-king/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 08:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[L’uomo in fuga]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Bachman]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse in questo “ritorno” di Richard Bachman una delle migliori creazioni di Stephen King sotto pseudonimo. Tutto nel romanzo è scritto discostandosi dai classici temi dello scrittore americano, dal genere (piena fantascienza, è ambientato infatti nel 2024) ai temi trattati, fino alla scelta del titolo dei paragrafi, i quali sono 101, e vanno da “meno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse in questo “ritorno” di Richard Bachman una delle migliori creazioni di Stephen King sotto pseudonimo. Tutto nel romanzo è scritto discostandosi dai classici temi dello scrittore americano, dal genere (piena fantascienza, è ambientato infatti nel 2024) ai temi trattati, fino alla scelta del titolo dei paragrafi, i quali sono 101, e vanno da “meno 100&#8230;” a “&#8230; 000”.<span id="more-2343"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/l_uomo_in_fuga_stephen_king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2389" title="l_uomo_in_fuga_stephen_king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/l_uomo_in_fuga_stephen_king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>Opera che strizza decisamente l’occhio a “1984” di George Orwell, tratta un futuro ipotetico, nel quale la tivù, anzi la trivù (è oramai tridimensionale) ha preso il controllo: ognuno deve averla in casa, anche se è ancora permesso spegnerla, a differenza di 1984, nel quale non è più permesso. In questo futuro dominato dai mass media che devono distrarre le persone dalla dura realtà, si muove Ben Richards, padre di una bambina malata, Cathy, e marito di Sheila, che deve prostituirsi per pagare le bollette. Richards è “soggiogato” dalla televisione e dai suoi quiz e programmi, tutti estremi. Come la trasmissione attuale del Grande Fratello, ci sono delle persone comuni (nel caso del Grande Fratello forse non è così, ma soprassediamo) che partecipano ai programmi in cambio dei guadagni. Giochi come “l’uomo in fuga”, al quale viene ammesso Ben.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fine del gioco è semplice quanto tragico: il partecipante fugge e la squadra dei Cacciatori lo deve braccare. Quando verrà preso, verrà ucciso in diretta televisiva. Ben partecipa solo per poter dare a moglie e figlia un avvenire sicuro, forte dei 100 dollari guadagnati ogni ora di fuga. Solo che, grazie ai dovuti accorgimenti, Ben batte il record di sopravvivenza del gioco, tanto che riesce a salire su un aereo con Evan McCone, il capo dei cacciatori, e dall’organizzazione del gioco gli viene offerta la possibilità di diventare lui stesso capo dei cacciatori. Ben accetta dopo aver saputo che moglie e figlia, gli unici motivi per cui si è imbarcato in una simile avventura, sono state uccise poco dopo l’inizio del gioco. Dapprima accetta per potersi vendicare sui responsabili, poi ha una crisi di coscienza che porta a un finale che forse apre le porte a un cambiamento epocale nella popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Davvero ben scritto e dal ritmo sincopato, nel suo grido d’accusa contro lo strapotere televisivo, dà alla fine un barlume di speranza che in 1984 manca, e che rende la lettura ancora più godibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1986 è stato tratto un film, dal titolo <em>L’Implacabile</em>, e che vede come protagonista nientemeno che Arnold Schwarzenegger.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>The running man</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King (Richard Bachman)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1982</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Fantascienza</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Recensione: Danse macabre &#8211; Stephen King</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[Danse macabre]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[Per Stephen King, nel 1981 era arrivato il momento di dare alle stampe il suo primo saggio. Purtroppo noi italiani abbiamo dovuto aspettare il 1992 per poterlo leggere integralmente, ma l’attesa è stata ripagata da un testo assolutamente particolare e differente rispetto al resto della produzione del Re del brivido.
Vengono presi in esame libri e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per Stephen King, nel 1981 era arrivato il momento di dare alle stampe il suo primo saggio. Purtroppo noi italiani abbiamo dovuto aspettare il 1992 per poterlo leggere integralmente, ma l’attesa è stata ripagata da un testo assolutamente particolare e differente rispetto al resto della produzione del Re del brivido.<span id="more-2340"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/danse_macrabe_stephen_king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2386" title="danse_macrabe_stephen_king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/danse_macrabe_stephen_king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>Vengono presi in esame libri e film prodotti dal 1950 circa ai primi anni ’80, in alcuni casi film di cui lui stesso aveva già parlato o parlerà, come <em>I was a teenage werewolf</em>, ripreso nel libro <em>It</em>, quando alcuni dei personaggi andranno al cinema a vederlo. Proprio riguardo questa pellicola una delle riflessioni più interessanti, sul perché sono sempre i giovani a essere protagonisti di film del genere, in questo caso divenendo lupi mannari. La sua convinzione è che per gli adulti, i giovani sono esseri sconosciuti, in piena trasformazione, e in un certo senso temuti dalla generazione precedente. Questi timori vengono perciò trasposti sul grande schermo, e viene ricreata una trasformazione virtuale in grado di esorcizzare la paura degli adulti.</p>
<p style="text-align: justify;">Così per tutti gli altri libri e film presi in esame, con pensieri sparsi ma anche brevi excursus nei quali l’autore accenna a qualcuna delle sue opere e come ha avuto l’idea giusta guardando questo o quel film. Interessanti questi passaggi, come un po’ tutto il resto.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse oltremodo descrittivo il finale, con una lista di libri e film consigliati da King, per il contributo che queste opere hanno dato al genere. Probabilmente qualche titolo in meno avrebbe reso più leggera la lettura, che comunque è scorrevole e in pieno stile King.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>Danse macabre</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1981</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Saggio</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Intervista esclusiva ad Alessio Sakara</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/intervista-esclusiva-ad-alessio-sakara/</link>
		<comments>http://www.paolomerenda.it/intervista-esclusiva-ad-alessio-sakara/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Sakara]]></category>
		<category><![CDATA[UFC]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’oggi intervisto per voi Alessio Sakara, atleta italiano che lotta per la Ultimate Fighting Championship, maggiore federazione mondiale di Mixed Martial Arts. Sakara, nato a Roma il 2 settembre 1981 e soprannominato Legionarius, come recita anche uno dei suoi numerosi tatuaggi, detiene un record: è infatti il primo italiano a essere approdato alla UFC, nel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quest’oggi intervisto per voi Alessio Sakara, atleta italiano che lotta per la Ultimate Fighting Championship, maggiore federazione mondiale di Mixed Martial Arts. Sakara, nato a Roma il 2 settembre 1981 e soprannominato Legionarius, come recita anche uno dei suoi numerosi tatuaggi, detiene un record: è infatti il primo italiano a essere approdato alla UFC, nel 2005. Protagonista di molti incontri, ha uno stile particolare, derivato dalla fusione di tutti gli sport che ha praticato, come boxe e ju jitsu. Particolare, questo, che lo ha aiutato a muovere i primi passi in carriera e a farsi spazio nella federazione di Dana White, anche dopo il difficile cambio di peso e di categoria. Impegnato, oltre che nell’ottagono, a promuovere e far conoscere questo sport, si racconta in questa intervista esclusiva.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2509"></span></p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>D:</strong></span> Hai praticato molti sport che ti hanno portato a svolgere allenamenti differenziati, come calcio, boxe e ju jitsu. Quale attività sportiva ti ha aiutato di più nella tua carriera attuale?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">R:</span></strong> Sicuramente la boxe: devo molto al mio primo maestro, Silvano, che  è stato un padre per me e quindi, oltre alla mera attività sportiva, mi ha insegnato sacrificio, disciplina e rispetto. Che sono i cardini della mia carriera sportiva.</p>
</blockquote>
<div id="attachment_2516" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/alessio-sakara-mentre-si-allena-mixed-martial-arts.jpg"><img class="size-medium wp-image-2516" title="alessio-sakara-mentre-si-allena-mixed-martial-arts" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/alessio-sakara-mentre-si-allena-mixed-martial-arts-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Alessio Sakara in allenamento</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Sei stato il primo italiano a combattere per la UFC. Qual è stato il tuo primo pensiero quando ti arrivò l’offerta?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">R:</span></strong> Un sogno diventato realtà, sono arrivato con sacrificio all’elite delle MMA, non smetto di ringraziare l’UFC per l’opportunità.</p>
</blockquote>
<div id="attachment_2514" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/Alessio-Sakara-ultimate-fighting-championship.jpg"><img class="size-medium wp-image-2514" title="Alessio-Sakara-ultimate-fighting-championship" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/Alessio-Sakara-ultimate-fighting-championship-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Alessio Sakara che consulta paolomerenda.it</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Nel 2008 hai cambiato categoria, dai massimi leggeri (93 kg) ai medi (84 kg), “dominati” dal 2006 da Anderson Silva. Quali difficoltà hai affrontato, sia all’esordio contro Chris Leben che successivamente?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>R:</strong></span> Inizialmente pensavo di appartenere alla categoria dei massimi leggeri ma successivamente, entrando in un team di professionisti, ho visto che tutti gli atleti utilizzavano il metodo del taglio del peso, cut weight, e sono passato a quella che credo sia la mia categoria ideale.</p>
</blockquote>
<div id="attachment_2521" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/alessio-sakara_vs_valimaki.jpg"><img class="size-medium wp-image-2521" title="alessio-sakara_vs_valimaki" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/alessio-sakara_vs_valimaki-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Alessio Sakara VS Victor Valimaki</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Nella tua federazione fino a pochissimo tempo fa ha militato anche Brock Lesnar, ex campione mondiale WWE e in odore di ritorno al wrestling. Ti piacerebbe provare a cimentarti con questa disciplina?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">R:</span></strong> Sono concentrato sulla mia carriera nella UFC, quello che mi interessa è dare il massimo in questo sport e continuare a rendere felici tutti i miei sostenitori.</p>
</blockquote>
<div id="attachment_2525" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/alessio-sakara.jpg"><img src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/alessio-sakara-300x200.jpg" alt="" title="alessio-sakara" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-2525" /></a><p class="wp-caption-text">Alessio Sakara in combattimento</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">D:</span></strong> Tra i progetti futuri c’è qualche obiettivo che ancora non hai raggiunto?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>R:</strong></span> Riuscire a divulgare questa disciplina nella maniera più corretta in Italia, obiettivo su cui comunque sto lavorando, grazie ai corsi e alla Legionarivs League. Poi vorrei aprire una mia accademia ufficiale, che diventi di  riferimento per tutti i giovani che praticano questo sport, e infine intendo continuare a supportare progetti per il sociale e la beneficenza.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Movimento dei Forconi, dalla Sicilia una protesta senza precedenti</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/il-movimento-dei-forconi-dalla-sicilia-una-protesta-senza-precedenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fotia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento dei Forconi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Fotia]]></category>

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		<description><![CDATA[La vita è davvero strana. Si passa un’esistenza a ignorare una determinata cosa e all’improvviso piomba insistentemente sulle bocche e nei pensieri di una persona, di un gruppo, di una società intera. Questo concetto strano sta avendo luogo da una settimana circa in Sicilia, in tutta la regione.
Cosa sta accadendo realmente in Sicilia?

La situazione è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La vita è davvero strana. Si passa un’esistenza a ignorare una determinata cosa e all’improvviso piomba insistentemente sulle bocche e nei pensieri di una persona, di un gruppo, di una società intera. Questo concetto strano sta avendo luogo da una settimana circa in Sicilia, in tutta la regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa sta accadendo realmente in Sicilia?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2503"></span></p>
<div id="attachment_2504" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/protesta-studenti-palermo-movimento-dei-forconi.jpg"><img class="size-full wp-image-2504 " title="protesta-studenti-palermo-movimento-dei-forconi" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/protesta-studenti-palermo-movimento-dei-forconi.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Studenti palermitani durante una manifestazione</p></div>
<p>La situazione è presto detta: tutto è partito dal fatto che nella mia regione (sono catanese) nei recenti anni, il prezzo della benzina e del gasolio è aumentato in maniera esponenziale, fino a toccare punte di 1,820 euro (super) e 1,790 euro (diesel). Nella mia terra tutto ciò è un paradosso. Pochi di voi sapranno che circa il 75% della distribuzione nazionale di gasolio, benzine ed idrocarburi passano per mano di stabilimenti e di raffinerie che si trovano nel siracusano e ragusano ed è un dato di fatto che i prezzi più elevati su suolo nazionale sono proprio in Sicilia e isole.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è il problema assoluto, ma consequenziale: dall’aumento del carburante consegue un aumento della vita in generale: trasporti, autotrasporti, camion importatori ed esportatori dalla Sicilia di prodotti alimentari, prima necessità e quant’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla scorsa settimana, nella regione, cominciamo a respirare un’aria insolita: la respirano commercianti, trasportatori, lavoratori, ma anche gente comune, una dimensione che personalmente mi ha lasciato stranito. In Sicilia, semplicemente si sta creando un movimento collettivo. Sin dalla notte dei tempi, fino a toccare le punte letterarie de “Il Gattopardo”, s’è sempre saputo che il siciliano medio dinanzi a certi movimenti, a certe decisioni s’è dimostrato distaccato e restio al limite dell’omertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, tutti noi siculi sembriamo uniti verso un obiettivo comune. Essenzialmente parliamo di liberalizzazione degli idrocarburi e combustibili, e altre agevolazioni che consentano a questa terra che già ha pochissime possibilità professionali di migliorarle, per quel minimo che si può.</p>
<p style="text-align: justify;">A tale movimento è stato designato un nome. Si chiama Movimento dei Forconi. In terra sicula, ma anche in ambito nazionale, bene o male hanno capito quali sono le richieste di tale movimento: hanno capito che nonostante tutto, nonostante in una settimana il sistema produttivo, lavorativo ed economico regionale sia collassato letteralmente, non sono stati riscontrati atti di violenza o vandalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un particolare resta incompreso dalle istituzioni politiche nazionali: chi ha fatto partire questo movimento?</p>
<p style="text-align: justify;">Sinceramente è atipico che in Sicilia ci sia stato un qualcosa di così grande. Che coinvolge ideali, economia, rispetto etico per il lavoratore e che soprattutto, mette d’accordo tutti, come detto in precedenza.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello nazionale è stata ignorata da parte dei mass media, che forse hanno addirittura strumentalizzato la disgrazia del Concordia per “distrarre” l’italiano medio, dandogli in pasto una tragedia per non accendere i riflettori su una rivoluzione che ha costretto tutti a non avere benzina nelle automobili, costringendo i proprietari a mettere i mezzi in garage e andare a lavoro in bici, a piedi (per chi ha il privilegio di lavorare molto vicino all’abitazione) o con i mezzi pubblici (scorte di benzina permettendo), con il danno collaterale di trovare scaffali di centri commerciali, ipermercati e supermercati vuoti. Soprattutto per ciò che concerne i cibi di prima necessità.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">La triste sensazione è che i tg nazionali hanno cercato in tutti i modi di oscurare tale evento, per non destare questo malcontento oltre i confini siculi. I media però non hanno fatto i conti con la fonte dei social network, come Twitter e soprattutto Facebook, grazie ai quali la notizia rimbalza e si diffonde.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza di politici, speculatori ed economisti è stata vana. Per legge, il movimento siculo che ha portato anche il blocco della maggior parte delle arterie stradali è scaduto sabato notte scorso. Dopodiché, se avessero continuato a bloccare le strade e manifestare, sarebbe divenuto reato a tutti gli effetti. La distribuzione del carburante riprenderà da mercoledì, ma il movimento indetto dai forconi non si arrende, e pare abbia fatto aderire comunità calabresi e abruzzesi, e dalla Sicilia gira voce che presto stessa sorte toccherà a Sardegna, Puglia e infine il cuore: Roma. Si prospetta una mega manifestazione in cui milioni di persone invaderanno la Caput Mundi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Vincenzo Fotia</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Recensione: Uscita per l’inferno &#8211; Stephen King</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Bachman]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita per l’inferno]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo lavoro non è senz’altro una delle pietre miliari di Stephen King, ma ha comunque la particolarità di non possedere elementi soprannaturali. Non a caso, è stato firmato con lo pseudonimo di Richard Bachman, non molto tempo dopo un altro romanzo dello “stesso autore”, Ossessione, con cui sembra avere qualche affinità.
In questo caso non è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questo lavoro non è senz’altro una delle pietre miliari di Stephen King, ma ha comunque la particolarità di non possedere elementi soprannaturali. Non a caso, è stato firmato con lo pseudonimo di Richard Bachman, non molto tempo dopo un altro romanzo dello “stesso autore”, <em>Ossessione</em>, con cui sembra avere qualche affinità.<span id="more-2336"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/uscita_per_l_inferno_stephen_king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2383" title="uscita_per_l_inferno_stephen_king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/uscita_per_l_inferno_stephen_king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>In questo caso non è un ragazzo al centro della storia, ma George Dawes, un uomo che ha perso l’unico figlio, Charles Fred, in tenera età per un tumore cerebrale. Con la moglie Mary tenta di tornare a una vita normale, ma quando sembra esserci riuscito riceve il colpo che lo porta alla deriva: per un’inutile prolungamento dell’autostrada 784, deve perdere la sua casa e l’impiego, dato che la lavanderia in cui lavora verrà rasa al suolo per la stessa autostrada.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui una spirale che lo porterà in basso, fino a perdere la moglie, sviluppare la doppia personalità di Fred (il secondo nome del figlio) e barricarsi in casa con dell’esplosivo. In questo i tratti comuni con Charlie di <em>Ossessione</em>, dalla crisi dovuta a troppa pressione fino alle fasi conclusive. Stephen King mette poi nel personaggio di George anche il proprio vissuto, dato che lui stesso aveva lavorato in una lavanderia prima di imporsi al grande pubblico con le sue opere.</p>
<p style="text-align: justify;">In fin dei conti, in quest’opera ci sono un po’ tutte le precedenti creazioni firmate Richard Bachman, e parte della sua vita. Il mix che ne risulta è, per stessa ammissione dello scrittore del Maine, forse il peggior romanzo “di Bachman”, ma resta una lettura godibile che si fa notare anche per l’intestazione che ha ogni paragrafo: sono le date in cui accadono gli eventi descritti, quasi a voler misurare con il fattore tempo la discesa all’inferno di George, una discesa da cui sembra non aver volontà di rialzarsi. Anche gli atti terroristici ai danni dei cantieri aperti per la costruzione dell’autostrada sono solo un rimandare la perdita della casa, particolare che George sembra capire in più di un’occasione. Notevole comunque il finale convulso, con l’uomo barricato in casa che non si cura quasi più di ciò che accade fuori.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>Roadwork</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King (Richard Bachman)</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1981</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Thriller</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Recensione: Cujo &#8211; Stephen King</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/recensione-cujo-stephen-king/</link>
		<comments>http://www.paolomerenda.it/recensione-cujo-stephen-king/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[Cujo]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte Stephen King viene bollato come scrittore horror, ma alcuni romanzi, come questo, fanno capire che non lo è, non completamente nemmeno nei primi anni di carriera. Si parla di un cane, un gigantesco e docilissimo Sanbernardo di nome Cujo, che diventa idrofobo e di conseguenza attacca anche gli esseri umani. Nulla di soprannaturale.
Ma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A volte Stephen King viene bollato come scrittore horror, ma alcuni romanzi, come questo, fanno capire che non lo è, non completamente nemmeno nei primi anni di carriera. Si parla di un cane, un gigantesco e docilissimo Sanbernardo di nome Cujo, che diventa idrofobo e di conseguenza attacca anche gli esseri umani. Nulla di soprannaturale.<span id="more-2266"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/cujo_stephen_king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2378" title="cujo_stephen_king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/cujo_stephen_king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>Ma molto da leggere, innanzitutto per le parti in cui il cane è la voce narrante, pagine in cui capiamo tutto il dolore che prova, le allucinazioni che lo colpiscono da quando, nell’inseguire un coniglio, si trova con il muso intrappolato in un buco, e qui lo morde un pipistrello che già ha la rabbia, facendolo ammalare. Ciò che colpisce è la capacità di King di far passare il cane al contempo come carnefice, quando è guardato dagli umani, e come vittima, quando attraverso i suoi occhi notiamo gli sforzi di non attaccare nessuno, a partire dal suo padroncino Brett Camber.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, quando ormai è del tutto andato, attacca e uccide il padre di Brett, Joe Camber, meccanico e proprietario di una rimessa. Rimessa visitata anche dalla famiglia Trenton, con Vic, padre, e Tad, figlio di quattro anni, che hanno giocato più e più volte con lo stesso cane. La storia prende una svolta proprio quando Vic Trenton scopre che la moglie, Donna, lo tradisce. E mentre l’amante, dopo essere stato respinto da Donna che vuole ricostruire il matrimonio, colpisce, devastando l’abitazione dei Trenton, Tad e la madre vanno dai Camber per una riparazione dell’auto, oramai quasi inservibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lì trovano Joe morto ma, quando Donna tenta di fuggire via in macchina, scopre che non si accende più. E in queste pagine, con i due costretti nell’auto, la differenza tra Cujo assassino e cattivo e Cujo docile ma ammalato si fa nettissima. Ma è lo stesso cane a non avere più controllo di sé e a essere fermato solo da Donna, ormai furibonda, che lo affronta con una mazza da baseball.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ambientazione di questo lavoro è la stessa de “La zona morta”, quella Castle Rock tanto cara a Stephen King, e che tornerà di tanto in tanto nelle sue storie.</p>
<p style="text-align: justify;">Che dite, ci sarà un regista che ha tratto un film da questo libro? Ovviamente sì, Lewis Teague nel 1983 chiama Dee Wallace per il ruolo di Donna e Danny Pintauro per quello di Tad Trenton. E proprio il piccolo Tad rappresenta la grande differenza tra libro e film: se nel libro King ha il “coraggio” di farlo morire nelle pagine finali, nel film lo stesso coraggio manca, e sopravvive.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td>
<div><strong>Cujo</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;">
<div><strong>Stephen King</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td>
<div><strong>1981</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td>
<div><strong>Inglese</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td>
<div><strong>Thriller</strong></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prima presentazione nazionale per Cafè des artistes e rassegna stampa dell’evento</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 07:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivono di me]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Leucci]]></category>
		<category><![CDATA[Cafè des Artistes]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 gennaio si è tenuta a Maglie la prima presentazione nazionale della raccolta di racconti di Angela Leucci, “Cafè des artistes”. Cosa c’entro io, vi starete chiedendo. Ebbene, all’interno del libro, edito da Lupo Editore, sono presenti due racconti che ho scritto con la giornalista, alla sua seconda pubblicazione di narrativa.
Come tutte le volte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 4 gennaio si è tenuta a Maglie la prima presentazione nazionale della raccolta di racconti di Angela Leucci, “Cafè des artistes”. Cosa c’entro io, vi starete chiedendo. Ebbene, all’interno del libro, edito da Lupo Editore, sono presenti due racconti che ho scritto con la giornalista, alla sua seconda pubblicazione di narrativa.<span id="more-2436"></span></p>
<div id="attachment_2439" class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/presentazione_cafè_des_artistes_angela_leucci_paolo_merenda_paola_cillo.jpg"><img class="size-full wp-image-2439 " style="border: 5px solid black;" title="presentazione_cafè_des_artistes_angela_leucci_paolo_merenda_paola_cillo" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/presentazione_cafè_des_artistes_angela_leucci_paolo_merenda_paola_cillo.jpg" alt="" width="553" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Paola Cillo, Angela Leucci e Paolo Merenda in uno scatto &quot;rubato&quot; alla presentazione del libro Cafè des artistes presso l&#39;Art Cafè di Maglie</p></div>
<p style="text-align: justify;">Come tutte le volte in cui ci si ritrova in quello che oramai è definito il bar degli artisti, si è respirata aria buona. Voler mettersi in gioco, voler fare arte, porta in questo luogo il pubblico, sempre numeroso, a seguire con attenzione quanto viene detto.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Così, dopo l’introduzione di Paola Cillo, le domande a me e ad Angela Leucci non sono mancate. Ho avuto modo di parlare del modo in cui va scritta una storia, di <em>quando</em> va scritta: quando, cioè, è viva e scalpita per essere raccontata. I due racconti presenti nell’antologia, “Imago” e “Veneni”, non sono nuovi per quanti di voi mi seguono sul mio sito ufficiale, e sono davvero contento che si trovino in questo volumetto, così da poter essere letti da un pubblico più vasto rispetto alla prima pubblicazione, in “<a title="Note di storia e cultura salentina" href="pubblicazioni/note-di-storia-e-cultura-salentina/" target="_self">Note di storia e cultura salentina</a>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente a stretto giro verranno organizzati altri eventi del genere, per presentare al meglio quest’opera, formata da venti racconti di pregevole fattura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, di seguito trovate una parziale rassegna stampa (eravamo presenti anche su numerosi siti e sulla Gazzetta del Mezzogiorno) della serata.</p>
<table border="0" width="600" align="center">
<tbody>
<tr>
<td width="30%"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/gazzetta-di-caserta-30-12-2011-lo-scrittore-merenda-presenta-due-racconti.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2475" title="Gazzetta di Caserta del 30-12-2011: lo scrittore Merenda presenta due racconti in occasione della presentazione del libro Cafè des artistes di Angela Leucci" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/gazzetta-di-caserta-30-12-2011-lo-scrittore-merenda-presenta-due-racconti-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a></td>
<td>
<p style="text-align: center;"><strong>Lo scrittore Merenda presenta due racconti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PARETE.</strong> Il nuovo anno sta per cominciare sotto buonissimi auspici per Paolo Merenda, scrittore paretano. Il 4 gennaio 2012, infatti, presenterà la sua nuova pubblicazione, due racconti scritti a quattro mani con Angela Leucci, e contenuti nella raccolta di quest’ultima, Cafè des Artists. La location è Maglie, in provincia di Lecce, dove l’artista casertano è molto attivo: già a metà dicembre, infatti, era stato fra i protagonisti della serata conclusiva del concorso letterario Art Cafè, dove era giunto quarto nella sezione poesia, sfiorando il podio con due componimenti apprezzatissimi dalla giuria. E quella del 4 gennaio sarà solo la prima di una serie di presentazioni che vedranno Merenda sul palco: si stanno infatti già studiando nuove date lungo tutto lo stivale, e non dovrebbe mancare qualche data casertana per la presentazione di un libro già molto richiesto. L’eclettico artista è al lavoro anche su altri progetti, tra cui due in particolare: parliamo innanzitutto del mensile di medicina che dirige, molto seguito in tutt’Italia, e infine una serie di presentazioni, che dovrebbero vederlo, stavolta, dall’altra parte della barricata, tra i relatori, per introdurre altri autori e testi. Sul suo sito ufficiale www.paolomerenda.it verranno di volta in volta riportate tutte le novità.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>fonte: Gazzetta di Caserta del 30-12-2011</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/nuovo-quotidiano-di-puglia-04-01-2012-all-art-cafè-si-presenta-il-libro-cafè-des-artistes-di-angela-leucci.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2476" title="Nuovo quotidiano di Puglia del 04-01-2012: all'Art Cafè di Maglie si presenta il libro Cafè des artistes di Angela Leucci" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/nuovo-quotidiano-di-puglia-04-01-2012-all-art-cafè-si-presenta-il-libro-cafè-des-artistes-di-angela-leucci-117x300.jpg" alt="" width="117" height="300" /></a></td>
<td>
<p style="text-align: center;"><strong>All’Art Cafè si presenta un libro</strong></p>
<p>Appuntamento questa sera presso l’Art Cafè di Maglie con la nuova pubblicazione della giornalista Angela Leucci. Il volume dal titolo “Cafè des artistes” è stato scritto assieme a Paolo Merenda ed è edito dalla casa editrice Lupo. Oltre al romanzo breve che dà il titolo al volume e che racconta le vicende dello spacciatore e perdigiorno Luca Harlem, della giornalista fallita Fanny Millefoglie e della detective argentina bulimica di sentimenti Clarita Casalerosa, contiene racconti brevi, di cui due scritti a quattro mani. Introduce il volume Paola Cillo.<br />
Alla serata organizzata da Art Café e biblioteca di Sarajevo, saranno presenti i due autori. Inizio alle 21.30.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>fonte: Nuovo quotidiano di Puglia del 04-01-2012</strong></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La bufala della chiusura del Grande Fratello e il qualunquismo dell’italiano medio</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 08:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Leucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Marcuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Leucci]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste settimane si è diffusa in rete “l’indiscrezione” sulla chiusura anticipata dal Grande Fratello. Utilizzo indiscrezione per non dire sonora bufala. Il Grande Fratello c’è e gode di ottima salute (non si hanno notizie contrarie da fonte certa) con ascolti perfettamente in linea con quelli degli ultimi anni per questo periodo dell’anno, e che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In queste settimane si è diffusa in rete “l’indiscrezione” sulla chiusura anticipata dal Grande Fratello. Utilizzo indiscrezione per non dire sonora bufala. Il Grande Fratello c’è e gode di ottima salute (non si hanno notizie contrarie da fonte certa) con ascolti perfettamente in linea con quelli degli ultimi anni per questo periodo dell’anno, e che cominciano a risalire. Come per tutte le bufale, gli utenti di Facebook si sono sbizzarriti, linkando alacremente gli articoli comparsi sui blog che davano la notizia.<span id="more-2401"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/GrandeFratello-12-chiusura-chiude.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2404" title="GrandeFratello-12-chiusura-chiude" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/GrandeFratello-12-chiusura-chiude-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Impossibile risalire a una fonte provabile: la notizia non esiste. Quello che esiste è un’intervista alla conduttrice Alessia Marcuzzi, che esamina con onestà gli ascolti, dicendo che non la preoccupano per niente, e che il pubblico ha bisogno di tempo per affezionarsi ai ragazzi della casa di Cinecittà. Una disamina lucida, concreta, che neanche se lo si vuole dà adito a contraddizione. I numeri parlano da sé. Sono tante le bufale che proliferano in rete: iscrizione e fruizione in futuro a pagamento per Facebook, Twitter e Youtube, bambini che necessitano sangue gruppo B positivo (uno dei gruppi sanguigni più diffusi), pubblicisti che scompariranno dalla faccia della terra con una grande atomica (e qui, ahimè, ci sono caduta anch’io), e così via. Mi soffermo su questa bufala, quella sul GF, perché è quella che interessa il mio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguo il GF da tre anni in maniera continua e sono convinta che sia una grande espressione di cultura pop. Certo, quest’anno &#8211; forse è accaduto anche in passato, ma con il mestiere che faccio non ho memoria a breve termine &#8211; ce ne ho messo di tempo anch’io a legarmi alle storie dei ragazzi, complice la portata soporifera, a mio avviso, di Luca Di Tolla, ma alla fine mi piace sentire le loro storie e in fondo seguire anche le mirabolanti avventure dell’ebolitano narrate dalla Gialappa’s. E lo dico senza vergognarmi: mi piace il Grande Fratello, lo guardo volentieri.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Quanti potrebbero dire altrettanto? Pochi. Per un sacco di ragioni, ma soprattutto perché temono il giudizio dei detrattori. Perché è più facile sparare a zero su qualcosa che non si conosce, che conoscerla realmente e guardarla con spirito critico. E se il GF continua a raccogliere milioni di spettatori le cose sono due: o si percepiscono solo i detrattori, oppure una quantità di persone mente. In fondo, noi italiani abbiamo da sempre la fama di dietrologi e di detrattori. In quante occasioni, dopo l’apertura delle urne, nessuno ammette di aver votato Berlusconi, ma se ha vinto molte elezioni, qualcuno l’avrà pur fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;"><em><strong>Angela Leucci</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Recensione: L’incendiaria &#8211; Stephen King</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 07:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le mie letture]]></category>
		<category><![CDATA[L’incendiaria]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[Charlene McGee, detta Charlie, è una bambina molto particolare. A prima vista normale, è invece molto pericolosa, in quanto figlia di due persone che hanno acquisito poteri paranormali a seguito di un esperimento con la sostanza denominata Lot-six. Il suo potere è quello di appiccare il fuoco con la forza della mente, potere maggiore rispetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Charlene McGee, detta Charlie, è una bambina molto particolare. A prima vista normale, è invece molto pericolosa, in quanto figlia di due persone che hanno acquisito poteri paranormali a seguito di un esperimento con la sostanza denominata <em>Lot-six</em>. Il suo potere è quello di appiccare il fuoco con la forza della mente, potere maggiore rispetto a quello del padre, che convince gli altri a compiere determinate azioni, e molto maggiore rispetto alla madre, i cui poteri erano quelli di muovere piccoli oggetti col pensiero. Erano, appunto, in quanto la madre viene uccisa dalla “Bottega”, ente che ha promosso l’esperimento a cui i due genitori, all’epoca due giovani ragazzi, si sono sottoposti.<span id="more-2261"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/l_incendiaria_stephen_king.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2373" title="l_incendiaria_stephen_king" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/l_incendiaria_stephen_king.png" alt="" width="177" height="303" /></a>La  Bottega vuole la piccola, in quanto frutto di due soggetti trattati con il Lot-Six, e per farlo li insegue lungo tutta l’America.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno a questi temi si sviluppa quest’opera del Re del Brivido, che risponde alla sua maniera a romanzi del calibro di <em>Fahrenheit 451</em> di Ray Bradbury e <em>1984</em> di George Orwell. Molti romanzi di Stephen King hanno qualcosa in comune con i grandi classici della letteratura, e nel corso della sua carriera ha strizzato l’occhio a Stoker, Agatha Christie, Orwell appunto, e molti altri.</p>
<p style="text-align: justify;">John Rainbird, a capo del gruppo che insegue padre e figlia e, a un certo punto del romanzo, li cattura, ha uno spessore notevole, l’ottima caratterizzazione tipica dei lavori di King è unita alla credibilità del personaggio: ci si aspetta davvero di tutto da Rainbird, la cattura dei due è un importante tassello.</p>
<p style="text-align: justify;">Stephen King tempo fa disse che non c’è nulla di morale come un film o un romanzo: le vicende finali di questo lavoro ricalcano in parte quelle di <em>Carrie</em>, romanzo d’esordio dell’autore originario del Maine, con tanto di edificio in fiamme e Rainbird morto. La crescita di King però si vede da questi particolari: c’è un colpo di scena seguente all’incendio che, di fatto, dovrebbe concludere il libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo romanzo è stato tratto, manco a dirlo, un film. Mark L. Lester nel 1984 riprende l’idea e ne fa un lungometraggio, con protagonista una incantevole, e giovanissima, Drew Barrymore. Da notare in “Fenomeni paranormali incontrollabili”, questo il titolo italiano della pellicola, la presenza di Martin Sheen, già nel cast de “La zona morta”.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<table border="0" width="350" align="right">
<tbody>
<tr style="text-align: left;">
<td width="120">
<div style="text-align: right;">Titolo originale</div>
</td>
<td><strong>Firestarter</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Autore</div>
</td>
<td style="text-align: left;"><strong>Stephen King</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Anno pubblicazione</div>
</td>
<td><strong>1980</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Lingua originale</div>
</td>
<td><strong>Inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div style="text-align: right;">Genere</div>
</td>
<td><strong>Horror</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L’uomo che visse tre volte</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/l%e2%80%99uomo-che-visse-tre-volte/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Hiroshima]]></category>
		<category><![CDATA[Nagasaki]]></category>
		<category><![CDATA[Tsutomu Yamaguchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Innanzitutto, buon anno a voi tutti. Che il 2012 vi porti ciò che più desiderate, sempre che non sia la conferma della veridicità delle previsioni Maya sul 21 dicembre 2012.  In tal caso, magari cercate di desiderare qualcosa di più positivo: sorridete sempre, anche di fronte alle avversità, e pensate che c’è chi ha]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, buon anno a voi tutti. Che il 2012 vi porti ciò che più desiderate, sempre che non sia la conferma della veridicità delle previsioni Maya sul 21 dicembre 2012.  In tal caso, magari cercate di desiderare qualcosa di più positivo: sorridete sempre, anche di fronte alle avversità, e pensate che c’è chi ha passato di peggio, rispetto a voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, Tsutomu Yamaguchi. Il 4 gennaio del 2010 scompariva l’ingegnere giapponese, passato alla storia, suo malgrado, per due episodi ben precisi, distanziati da pochissimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1945 era un valente progettista di petroliere, per conto dei cantieri navali Mitsubishi di Nagasaki. Il 6 agosto 1945 era a Hiroshima in viaggio di lavoro mentre Little Boy veniva sganciata dal bombardiere Enola Gay. Quando Little Boy, la prima bomba atomica, esplose, l’ingegnere era a meno di tre chilometri, e riportò gravi ustioni.<span id="more-2268"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/tsutomu_yamaguchi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2269" style="border: 5px solid black;" title="tsutomu_yamaguchi" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/tsutomu_yamaguchi.jpg" alt="" width="504" height="184" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/tsutomu_yamaguchi.jpg"></a>Ma Yamaguchi, dopo un brevissimo riposo, tornò a Nagasaki, sede dell’azienda per cui lavorava. Ancora con le fasciature, ma fortunatamente in via di guarigione, arrivò in città. Ebbe un incontro con i suoi supervisori, nel quale spiegò (all’epoca i mezzi di informazione non erano veloci come adesso, e lui portò notizie di prima mano da Hiroshima) che la città era stata rasa al suolo da un’unica bomba. Gli uomini non credevano alle sue parole, il concetto era più grande di loro, era inconcepibile che la macchina bellica fosse così potente. Ma durante lo stesso briefing esplose Fat Boy, seconda atomica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tsutomu Yamaguchi riportò altri danni, ma riuscì a sopravvivere anche a questa esplosione, baciato dalla fortuna non una, ma due volte, senza rimanere sfigurato o portare danni permanenti. Si è spento a inizio 2010, a 94 anni, per un tumore allo stomaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho scritto nel titolo, parafrasando il celebre film di Alfred Hitchcock, si tratta di un uomo che visse tre volte: la prima dal 16 marzo 1916, data di nascita, al 6 agosto 1945; la seconda dal 6 al 9 agosto dello stesso anno; la terza dal 9 agosto 1945 al 4 gennaio 2010.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio qui affrontare le atrocità a cui ha portato l’atomica, ma esaminare questa storia. Infatti, ci sono altri particolari interessanti: l’obiettivo della prima bomba era Hiroshima, e fin qui tutto lineare. Ma l’obiettivo della seconda era la città di Kokura e non Nagasaki. Solo che quando il bombardiere Bockscar, che trasportava Fat Boy, si alzò in volo, trovò Kokura coperto dalle nubi e puntò su Nagasaki. E in quale punto preciso venne sganciata la seconda bomba atomica? Su una struttura bella grossa, e ben visibile anche dall’alto. Quindi dove?</p>
<p style="text-align: justify;">Complimenti, ci siete arrivati: sullo stabilimento Mitsubishi di Nagasaki. Per fortuna lo stabilimento era grande e Fat Boy non cadde precisamente sulla testa di Tsutomu Yamaguchi, altrimenti il finale della storia sarebbe stato diverso.</p>
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		<title>Intervista esclusiva a Paola Vella</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 10:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Vella]]></category>
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		<category><![CDATA[Texas Hold’em]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi intervisto per voi una delle più promettenti giocatrici di Texas Hold’em del panorama femminile italiano. Paola Vella, conosciuta sui tavoli da gioco online di People’s Poker e Betitaly come Baby Joker, pur avendo iniziato da poco si è già fatta notare in più di un’occasione, sfiorando il ticket per i tavoli televisivi e mostrando]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi intervisto per voi una delle più promettenti giocatrici di Texas Hold’em del panorama femminile italiano. Paola Vella, conosciuta sui tavoli da gioco online di People’s Poker e Betitaly come Baby Joker, pur avendo iniziato da poco si è già fatta notare in più di un’occasione, sfiorando il ticket per i tavoli televisivi e mostrando buona tattica di gioco. Questo nonostante, come detto, si sia affacciata da pochi mesi su questo mondo, è infatti di febbraio scorso il primo torneo rilevante, a Nova Gorica, quando ha sfiorato il ticket per Las Vegas. Successivamente, altre competizioni a Malta e Montenegro, mentre tra l’8 e il 10 dicembre il torneo che le ha dato maggiori soddisfazioni.<span id="more-2278"></span></p>
<table border="0" width="600px">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/Paola-Vella02.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2281" style="border: 5px solid black;" title="Paola Vella02" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/Paola-Vella02-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></td>
<td><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/Paola-Vella01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2282" style="border: 5px solid black;" title="Paola Vella01" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/Paola-Vella01-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">A Campione d’Italia ne è andato in scena uno con 482 partecipanti, tra cui molti giocatori professionisti, e Paola Vella, sponsorizzata da Betitaly, si è classificata 102esima, approdando anche al Pink Table, un tavolo a 8 con le quattro migliori giocatrici dell’anno e 4 VIP, tra cui Giuliana Celestini. Proprio quest’ultima le ha strappato, all’ultima mano, il ticket per il tavolo televisivo di Las Vegas, tavolo che verrà ripreso prossimamente sul canale Italia 1 Pokermania.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>D:</strong></span> I motivi che ti hanno spinta a iniziare?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>R:</strong></span> Per caso: sono stata invitata da alcuni amici a un tavolo televisivo su una rete locale, che cercava giocatrici del gentil sesso. Mi sono classificata prima e, inorgoglita da questo risultato, ho cominciato ad affacciarmi ai tavoli online. Tra una sera e l’altra al computer, mi ha notato Betitaly del mio paese, Maglie, facendomi da sponsor. Va aggiunto che noi donne abbiamo più spiragli da questo punto di vista, in quanto più “ricercate”, fotografate e filmate nei tavoli televisivi. Se poi si è anche brave, le possibilità di sponsorizzazione per tornei del genere, il cui ticket d’ingresso non ha un costo esiguo, aumentano notevolmente.</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>D:</strong></span> La giocatrice e il giocatore che ammiri di più?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>R:</strong></span> Parto da noi femminucce. Tra le giocatrici “preferite”, oltre a Giuliana Celestini, che mi ha battuto a inizio dicembre e che è quella che mi piace di più per tecnica di gioco, c’è Sharon Montella. Tra i maschietti, ce ne sono diversi. Sicuramente il mio compagno Arnaldo Vergari, che mi ha insegnato molte tecniche di gioco, mentre come punto di riferimento ho Alioscia Oliva e Corrado Montagna. L’ultimo in ordine di tempo che mi ha stupito è Vito Erasmo Labarile, che ho imparato a conoscere nei tavoli televisivi. In queste occasioni hai modo di vedere la tecnica, in quanto da casa si possono studiare le carte e di conseguenza la tecnica di tutti.</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>D:</strong></span> Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>R:</strong></span> La prossima tappa probabilmente sarà Saint Vincent, se People’s Poker e Betitaly confermano Baby Joker sui tavoli, data l’alta quota di iscrizione. Se lo faranno, sarò lì a giocarmi le mie carte.</p>
</blockquote>
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