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	<title>&#187; Parole al vento</title>
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		<title>Presentazioni letterarie e body art. Di nuovo</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 06:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[body art]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Dicillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quanti di voi mi seguono su questo sito, sanno che non sono nuovo a “subire” una body art, far usare cioè a un artista la mia pelle come una tela. Il 18 aprile scorso si è tenuta una presentazione letteraria di Cafè des artistes, libro di Angela Leucci di cui sono coautore, avendo firmato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per quanti di voi mi seguono su questo sito, sanno che non sono nuovo a “subire” una <a title="Body Art su Paolo Merenda" href="/presentazioni-letterarie-e-body-art/" target="_blank">body art</a>, far usare cioè a un artista la mia pelle come una tela. Il 18 aprile scorso si è tenuta una presentazione letteraria di <a title="Cafè des artistes del 18 aprile 2012" href="/pubblicazioni/cafe-des-artistes/" target="_blank">Cafè des artistes</a>, libro di Angela Leucci di cui sono coautore, avendo firmato con lei due racconti presenti nella raccolta.<span id="more-2701"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/05/Carlo-Dicillo-Body-Art-18-4-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2691" title="Carlo Dicillo Body Art 18 4 2012" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/05/Carlo-Dicillo-Body-Art-18-4-2012-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Così a Martignano, nella sede della Eterarte, ho deciso di rendere la serata ancora più diversa, ricorrendo alle “cure” di Carlo Dicillo. Il quale si è superato di nuovo, questa volta non improvvisando del tutto, ma portando qualche attrezzo del mestiere per rendere la mia schiena un’opera ancor più preziosa, come potrete vedere dal video in fondo a questa pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fine, ancora una volta, è benefico, in quanto lo scatto realizzato a fine serata dalla fotografa Francesca Ascalone è stato venduto all’asta e tutto il ricavato, come la volta scorsa, è andato a favore di Zampalibera, associazione che cura i cani randagi e si batte per i loro diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">La presentazione è andata abbastanza bene, il pubblico era folto, anche se molti, più che ascoltare gli interessanti concetti dell’autrice, seguivano la body art di Carlo Dicillo e, di conseguenza, me. Sono anche intervenuto per parlare dei miei interventi nei racconti scritti a quattro mani, sottolineando come, per scrivere in due, bisogna avere molta calma per trovare uno stile e una storia congeniale a entrambi gli autori.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un certo punto, ho notato con piacere che il pubblico era sul serio interessato al libro, e all’arte in generale. Posso dire che, nonostante la temperatura (la serata era troppo fresca per stare a torso nudo e l’applicazione dei colori, freddi, non aiutavano) ne è valsa la pena: non si fa mai troppo per l’arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora vi lascio al video, vi consiglio di guardarlo tutto: rimarrete stupefatti dalla maestria di Carlo Dicillo.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
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		<title>L’estetica, la filosofia e la verità dei libri &#8211; Parte terza: la verità dei libri</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 09:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Corona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Corona]]></category>
		<category><![CDATA[ermeneutica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gadamer, Vattimo e la “verità” della letteratura.
Le obiezioni di Gadamer al neokantismo e al positivismo sono state ampiamente esplicate nei saggi di Gianni Vattimo Poesia e ontologia (1968) e La fine della modernità (1985), nei quali il filosofo italiano precisa che l’estetica postkantiana (incluso l’estetismo filosofico del primo Novecento) ha isolato l’arte dal dominio della]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Gadamer, Vattimo e la “verità” della letteratura.</h2>
<p style="text-align: justify;">Le obiezioni di Gadamer al neokantismo e al positivismo sono state ampiamente esplicate nei saggi di Gianni Vattimo Poesia e ontologia (1968) e La fine della modernità (1985), nei quali il filosofo italiano precisa che l’estetica postkantiana (incluso l’estetismo filosofico del primo Novecento) ha isolato l’arte dal dominio della verità.<span id="more-2645"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/03/L’estetica-la-filosofia-e-la-verità-dei-libri-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-2631 aligncenter" title="L’estetica, la filosofia e la verità dei libri" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/03/L’estetica-la-filosofia-e-la-verità-dei-libri-3-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/03/L’estetica-la-filosofia-e-la-verità-dei-libri-3.jpg"></a>Considerando, però, l’assunto hegeliano per cui «si fa esperienza di verità quando si fa una vera esperienza» e l’assunto gadameriano per cui «è una vera esperienza quella che modifica colui che la fa», Vattimo osserva che, se abbiamo presenti queste espressioni:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">capiamo perché la lettura di un’opera d’arte, l’incontro con un’opera d’arte, può essere esperienza di verità. Basti pensare all’esperienza che facciamo quando leggiamo un romanzo: ci cambia la vita. Forse non così radicalmente, ma certo cambia, modifica, la nostra visione del mondo. Ora, effettivamente, questa concezione è di origine hegeliana: la verità è l’incontro con un’alterità che noi assimiliamo, e che quindi non lasciamo stare nella sua estraneità, ma, assimilandola, diventiamo noi stessi altri da quello che eravamo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Non è affatto inusuale, del resto, imbattersi, anche nella vita quotidiana, in espressioni del tipo “quel libro mi ha cambiato la vita”, “da quando ho letto questo romanzo non sono stato più lo stesso”, e così via. A questo punto è interessante ravvisare che sia Hegel nella Fenomenologia dello Spirito e sia Gadamer in Verità e metodo chiamano l’esperienza Erfahrung. In tedesco “esperienza” si dice anche Erlebnis, ma il sostantivo Erfahrung è connesso al verbo erfahren, che vuol dire “esperire, fare un’esperienza, venire a sapere, venire a conoscenza” e che è un derivato di un altro verbo, il verbo farhren. Ascoltiamo ancora le parole di Vattimo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In Gadamer è molto importante questa idea dell’esperienza come Erfahrung. La parola tedesca Erfahrung ha da fare anche col viaggiare, col fahren, e implica un mutamento: possiamo fare l’esempio di un individuo che ha viaggiato molto, e che, quando fa ritorno a casa, non può essere esattamente lo stesso, perché ha imparato altre cose, sa altre cose, e queste cose sono diventate parte della sua conformazione mentale. Se compiamo una vera esperienza, e cioè qualche cosa che ci costringe, ci spinge a cambiare, facciamo un’esperienza di verità.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, l’incontro con l’opera d’arte, che è l’incontro con una visione del mondo “altra”, che ci scuote, o anche semplicemente che ci arricchisce, rappresenta il senso dell’esperienza del vero che si fa nell’estetica, nella filosofia, nel rapporto con la storia e, non ultimo, con la letteratura. Si tratta di quelle “esperienze-chiave” o “esperienze-fondamentali” che trascendono la mera esperienza empirica in favore di un contenuto spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">E, in chiusura, possiamo ripeterlo anche noi con Cortázar e Mallarmé: Il libro, strumento spirituale.</p>
<p style="text-align: right;">Andrea Corona</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’estetica, la filosofia e la verità dei libri &#8211; Parte seconda: la filosofia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 14:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Corona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Corona]]></category>
		<category><![CDATA[ermeneutica]]></category>

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		<description><![CDATA[La filosofia. Alcuni cenni sull’estetica postkantiana.
Se Baumgarten individuava l’estetica come la “scienza del sentire in generale” senza applicarla specificatamente ai sentimenti suscitati dall’opera d’arte, il discorso è diverso per le teorie del bello estetico successive.
In questa nuova accezione, affermatasi soprattutto in età romantica e idealistica &#8211; pensiamo ad esempio alla sezione sull’arte della Fenomenologia dello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">La filosofia. Alcuni cenni sull’estetica postkantiana.</h2>
<p style="text-align: justify;">Se Baumgarten individuava l’estetica come la “scienza del sentire in generale” senza applicarla specificatamente ai sentimenti suscitati dall’opera d’arte, il discorso è diverso per le teorie del bello estetico successive.<span id="more-2640"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/03/L’estetica-la-filosofia-e-la-verità-dei-libri-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2633" title="L’estetica, la filosofia e la verità dei libri" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/03/L’estetica-la-filosofia-e-la-verità-dei-libri-2-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>In questa nuova accezione, affermatasi soprattutto in età romantica e idealistica &#8211; pensiamo ad esempio alla sezione sull’arte della Fenomenologia dello Spirito (1807) di Hegel &#8211; l’estetica si configura essenzialmente come mediazione e conciliazione di spirito e materia, universale e particolare, infinito e finito, pensiero e sensibilità. Pur legandosi per metà alla sfera materiale e sensibile, tuttavia, riguardo al bello artistico è stato sempre rilevato un difetto di scientificità e di “verità”.</p>
<p style="text-align: justify;">È tesi ampiamente diffusa &#8211; e lo è almeno a partire dall’estetica kantiana di fine Settecento, se vogliamo definire dei parametri che, proseguendo con Hegel nell’Ottocento, sono giunti anche in Italia, con Croce, nel Novecento &#8211; che, nella dialettica dei distinti, i predicati che si possono attribuire all’arte sono “bello/brutto” ma non “vero/falso”. Ciò significa, in sostanza, che l’esperienza estetica, in quanto soggettiva, viene esclusa dalla sfera della verità. Almeno fino a Gadamer.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<h2>“Verità e metodo” e l’ermeneutica filosofica.</h2>
<p style="text-align: justify;">Il filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer rivendica, nel suo capolavoro Verità e metodo (1960), lo stretto legame che intercorre, invece, proprio tra esperienza estetica ed esperienza di verità. Opera incredibilmente scorrevole nonostante le quasi 600 pagine che la compongono, Wahrheit und Methode, testo caposaldo dell’ermeneutica filosofica, tratta di quella particolare esperienza di verità che si situa al di fuori dei campi metodologicamente organizzati (da qui il titolo ironico-polemico dell’opera): affrontando ciò che non è metodico per eccellenza, Gadamer si occupa dunque dell’arte, e lo fa recuperando l’ambito di verità di quell’esperienza che più di ogni altra sembra lontana dal vero e dal falso e che è, appunto, l’esperienza estetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Gadamer, cioè, contrappone allo scientismo e all’epistemologismo (che dominano la filosofia del primo Novecento e che identificano la verità con il sapere delle scienze positive) l’autenticità di quelle “esperienze-chiave” o “esperienze-fondamentali” dell’esistenza umana come l’esperienza storiografica, l’esperienza filosofica e le esperienze artistiche e letterarie. La denominazione di “ermeneutica”, non a caso, deriva dal greco ermeneutiké [ἑρμηνευτική] e vuol dire letteralmente “interpretazione”. Come scienza, poi, l’ermeneutica è applicata soprattutto all’interpretazione dei testi scritti. Ed è in particolare su questo, sul rapporto coi libri e sulla loro “verità”, che ci soffermeremo nella terza e ultima parte di questo articolo.</p>
<p style="text-align: right;">Andrea Corona</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’estetica, la filosofia e la verità dei libri &#8211; Parte prima: l’estetica</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Corona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Corona]]></category>
		<category><![CDATA[ermeneutica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il libro, strumento spirituale
Stéphane Mallarmé
(citato da Julio Cortázar in Teoria del tunnel)

Introduzione.
Il presente articolo, in tre parti, si propone di tratteggiare alcune questioni preliminari relative all’estetica e all’ermeneutica. Non essendo questo un luogo (un sito, appunto) di filosofia, ma di arte e di letteratura, talune problematiche saranno affrontate in maniera solo tangenziale, ma illustrate comunque]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: right;">Il libro, strumento spirituale<br />
Stéphane Mallarmé<br />
(citato da Julio Cortázar in Teoria del tunnel)</p>
</blockquote>
<h2><span id="more-2634"></span>Introduzione.</h2>
<p style="text-align: justify;">Il presente articolo, in tre parti, si propone di tratteggiare alcune questioni preliminari relative all’estetica e all’ermeneutica. Non essendo questo un luogo (un sito, appunto) di filosofia, ma di arte e di letteratura, talune problematiche saranno affrontate in maniera solo tangenziale, ma illustrate comunque in modo accessibile a tutti i lettori di Arteggiando.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La parola “estetica”: la sua nascita e alcune sue derivazioni.</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/03/L’estetica-la-filosofia-e-la-verità-dei-libri-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2632" title="L’estetica, la filosofia e la verità dei libri" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/03/L’estetica-la-filosofia-e-la-verità-dei-libri-1-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>Consistendo nella scienza del bello e delle arti, l’estetica ha origini molto antiche, ma una prima trattazione sistematica si fa risalire solo all’opera Aesthetika del filosofo tedesco Baumgarten, che pubblicò, tra il 1750 e il 1758, una teoria del bello. In quest’opera l’idea del bello è considerata come una percezione confusa, un sentimento. Tale “con-fusione” consiste in una fusione di più elementi che partono dai sensi e coinvolgono lo spirito. La “sensibilità” di cui si parla, cioè, opera a un doppio livello: da un lato, abbiamo la sensibilità intesa come esperienza sensibile (ovvero inerente ai sensi della percezione); e dall’altro abbiamo la sensibilità come sentimento. E “sentire”, si badi, si dice in greco aisthànomai [αἰσθάνομαι]; mentre “sensibilità” o “sensazione” si dice invece àisthesis [αἴσθησις].</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo, ora, ad alcune derivazioni del termine usate in campo medico e letterario, come “anestesia”, da anaisthesìa [ἀναισθησία], che è propriamente quel che rimanda all’insensibilità e a ciò che rende insensibili, all’anestetico, che affievolisce i sensi e inibisce la percezione. Sempre in medicina abbiamo poi la parola “sinestesia”, che letteralmente è un “con-sentire”, un “sentire o percepire insieme” e che deriva da synaisthànomai [συναισθάνομαι, verbo composto da σύν, che vuol dire “con, insieme” + αἰσθάνομαι]. In medicina, dunque, la sinestesia è “l’attivazione simultanea di due o più sensi quando solo uno di essi venga stimolato” (e che può essere dovuta a una patologia, come pure all’uso di droghe quali la mescalina). In neurologia e in psicologia, inoltre, la sinestesia è quel fenomeno sensoriale-percettivo per cui una sensazione relativa a un certo senso viene attribuita a un senso diverso.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">L’accostamento di diverse percezioni sensoriali in contrasto, infine, può essere espresso anche in poesia, col ricorso alla figura retorica detta anch’essa sinestesia. Si veda, in proposito, il celebre passo dantesco (Inferno, I, 58-60):</p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">tal mi fece la bestia senza pace,<br />
che, venendomi incontro, a poco a poco<br />
mi ripigneva là dove &#8216;l sol tace.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Assodato, dunque, che l’estetica &#8211; a qualsiasi livello noi intendiamo questa parola &#8211; non riguarda la mera esteriorità e men che meno il solo senso percettivo della vista (l’estetica, cioè, non concerne soltanto le arti figurative ma anche, ad esempio, le discipline musicali; così come, analogamente, una persona esteticamente bella non è solo chi risulta piacevole alla vista, ma anche chi ha una bella voce o un buon odore), abbiamo preparato il terreno per procedere con le teorie estetiche successive a quella di Baumgarten, di cui si daranno alcuni cenni nella seconda parte di questo articolo.</p>
<p style="text-align: right;">Andrea Corona</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Movimento dei Forconi, dalla Sicilia una protesta senza precedenti</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/il-movimento-dei-forconi-dalla-sicilia-una-protesta-senza-precedenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fotia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento dei Forconi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Fotia]]></category>

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		<description><![CDATA[La vita è davvero strana. Si passa un’esistenza a ignorare una determinata cosa e all’improvviso piomba insistentemente sulle bocche e nei pensieri di una persona, di un gruppo, di una società intera. Questo concetto strano sta avendo luogo da una settimana circa in Sicilia, in tutta la regione.
Cosa sta accadendo realmente in Sicilia?

La situazione è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La vita è davvero strana. Si passa un’esistenza a ignorare una determinata cosa e all’improvviso piomba insistentemente sulle bocche e nei pensieri di una persona, di un gruppo, di una società intera. Questo concetto strano sta avendo luogo da una settimana circa in Sicilia, in tutta la regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa sta accadendo realmente in Sicilia?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2503"></span></p>
<div id="attachment_2504" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/protesta-studenti-palermo-movimento-dei-forconi.jpg"><img class="size-full wp-image-2504 " title="protesta-studenti-palermo-movimento-dei-forconi" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/protesta-studenti-palermo-movimento-dei-forconi.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Studenti palermitani durante una manifestazione</p></div>
<p>La situazione è presto detta: tutto è partito dal fatto che nella mia regione (sono catanese) nei recenti anni, il prezzo della benzina e del gasolio è aumentato in maniera esponenziale, fino a toccare punte di 1,820 euro (super) e 1,790 euro (diesel). Nella mia terra tutto ciò è un paradosso. Pochi di voi sapranno che circa il 75% della distribuzione nazionale di gasolio, benzine ed idrocarburi passano per mano di stabilimenti e di raffinerie che si trovano nel siracusano e ragusano ed è un dato di fatto che i prezzi più elevati su suolo nazionale sono proprio in Sicilia e isole.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è il problema assoluto, ma consequenziale: dall’aumento del carburante consegue un aumento della vita in generale: trasporti, autotrasporti, camion importatori ed esportatori dalla Sicilia di prodotti alimentari, prima necessità e quant’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla scorsa settimana, nella regione, cominciamo a respirare un’aria insolita: la respirano commercianti, trasportatori, lavoratori, ma anche gente comune, una dimensione che personalmente mi ha lasciato stranito. In Sicilia, semplicemente si sta creando un movimento collettivo. Sin dalla notte dei tempi, fino a toccare le punte letterarie de “Il Gattopardo”, s’è sempre saputo che il siciliano medio dinanzi a certi movimenti, a certe decisioni s’è dimostrato distaccato e restio al limite dell’omertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, tutti noi siculi sembriamo uniti verso un obiettivo comune. Essenzialmente parliamo di liberalizzazione degli idrocarburi e combustibili, e altre agevolazioni che consentano a questa terra che già ha pochissime possibilità professionali di migliorarle, per quel minimo che si può.</p>
<p style="text-align: justify;">A tale movimento è stato designato un nome. Si chiama Movimento dei Forconi. In terra sicula, ma anche in ambito nazionale, bene o male hanno capito quali sono le richieste di tale movimento: hanno capito che nonostante tutto, nonostante in una settimana il sistema produttivo, lavorativo ed economico regionale sia collassato letteralmente, non sono stati riscontrati atti di violenza o vandalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un particolare resta incompreso dalle istituzioni politiche nazionali: chi ha fatto partire questo movimento?</p>
<p style="text-align: justify;">Sinceramente è atipico che in Sicilia ci sia stato un qualcosa di così grande. Che coinvolge ideali, economia, rispetto etico per il lavoratore e che soprattutto, mette d’accordo tutti, come detto in precedenza.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello nazionale è stata ignorata da parte dei mass media, che forse hanno addirittura strumentalizzato la disgrazia del Concordia per “distrarre” l’italiano medio, dandogli in pasto una tragedia per non accendere i riflettori su una rivoluzione che ha costretto tutti a non avere benzina nelle automobili, costringendo i proprietari a mettere i mezzi in garage e andare a lavoro in bici, a piedi (per chi ha il privilegio di lavorare molto vicino all’abitazione) o con i mezzi pubblici (scorte di benzina permettendo), con il danno collaterale di trovare scaffali di centri commerciali, ipermercati e supermercati vuoti. Soprattutto per ciò che concerne i cibi di prima necessità.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">La triste sensazione è che i tg nazionali hanno cercato in tutti i modi di oscurare tale evento, per non destare questo malcontento oltre i confini siculi. I media però non hanno fatto i conti con la fonte dei social network, come Twitter e soprattutto Facebook, grazie ai quali la notizia rimbalza e si diffonde.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza di politici, speculatori ed economisti è stata vana. Per legge, il movimento siculo che ha portato anche il blocco della maggior parte delle arterie stradali è scaduto sabato notte scorso. Dopodiché, se avessero continuato a bloccare le strade e manifestare, sarebbe divenuto reato a tutti gli effetti. La distribuzione del carburante riprenderà da mercoledì, ma il movimento indetto dai forconi non si arrende, e pare abbia fatto aderire comunità calabresi e abruzzesi, e dalla Sicilia gira voce che presto stessa sorte toccherà a Sardegna, Puglia e infine il cuore: Roma. Si prospetta una mega manifestazione in cui milioni di persone invaderanno la Caput Mundi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Vincenzo Fotia</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prima presentazione nazionale per Cafè des artistes e rassegna stampa dell’evento</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 07:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivono di me]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Leucci]]></category>
		<category><![CDATA[Cafè des Artistes]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 gennaio si è tenuta a Maglie la prima presentazione nazionale della raccolta di racconti di Angela Leucci, “Cafè des artistes”. Cosa c’entro io, vi starete chiedendo. Ebbene, all’interno del libro, edito da Lupo Editore, sono presenti due racconti che ho scritto con la giornalista, alla sua seconda pubblicazione di narrativa.
Come tutte le volte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 4 gennaio si è tenuta a Maglie la prima presentazione nazionale della raccolta di racconti di Angela Leucci, “Cafè des artistes”. Cosa c’entro io, vi starete chiedendo. Ebbene, all’interno del libro, edito da Lupo Editore, sono presenti due racconti che ho scritto con la giornalista, alla sua seconda pubblicazione di narrativa.<span id="more-2436"></span></p>
<div id="attachment_2439" class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/presentazione_cafè_des_artistes_angela_leucci_paolo_merenda_paola_cillo.jpg"><img class="size-full wp-image-2439 " style="border: 5px solid black;" title="presentazione_cafè_des_artistes_angela_leucci_paolo_merenda_paola_cillo" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/presentazione_cafè_des_artistes_angela_leucci_paolo_merenda_paola_cillo.jpg" alt="" width="553" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Paola Cillo, Angela Leucci e Paolo Merenda in uno scatto &quot;rubato&quot; alla presentazione del libro Cafè des artistes presso l&#39;Art Cafè di Maglie</p></div>
<p style="text-align: justify;">Come tutte le volte in cui ci si ritrova in quello che oramai è definito il bar degli artisti, si è respirata aria buona. Voler mettersi in gioco, voler fare arte, porta in questo luogo il pubblico, sempre numeroso, a seguire con attenzione quanto viene detto.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Così, dopo l’introduzione di Paola Cillo, le domande a me e ad Angela Leucci non sono mancate. Ho avuto modo di parlare del modo in cui va scritta una storia, di <em>quando</em> va scritta: quando, cioè, è viva e scalpita per essere raccontata. I due racconti presenti nell’antologia, “Imago” e “Veneni”, non sono nuovi per quanti di voi mi seguono sul mio sito ufficiale, e sono davvero contento che si trovino in questo volumetto, così da poter essere letti da un pubblico più vasto rispetto alla prima pubblicazione, in “<a title="Note di storia e cultura salentina" href="pubblicazioni/note-di-storia-e-cultura-salentina/" target="_self">Note di storia e cultura salentina</a>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente a stretto giro verranno organizzati altri eventi del genere, per presentare al meglio quest’opera, formata da venti racconti di pregevole fattura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, di seguito trovate una parziale rassegna stampa (eravamo presenti anche su numerosi siti e sulla Gazzetta del Mezzogiorno) della serata.</p>
<table border="0" width="600" align="center">
<tbody>
<tr>
<td width="30%"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/gazzetta-di-caserta-30-12-2011-lo-scrittore-merenda-presenta-due-racconti.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2475" title="Gazzetta di Caserta del 30-12-2011: lo scrittore Merenda presenta due racconti in occasione della presentazione del libro Cafè des artistes di Angela Leucci" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/gazzetta-di-caserta-30-12-2011-lo-scrittore-merenda-presenta-due-racconti-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a></td>
<td>
<p style="text-align: center;"><strong>Lo scrittore Merenda presenta due racconti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PARETE.</strong> Il nuovo anno sta per cominciare sotto buonissimi auspici per Paolo Merenda, scrittore paretano. Il 4 gennaio 2012, infatti, presenterà la sua nuova pubblicazione, due racconti scritti a quattro mani con Angela Leucci, e contenuti nella raccolta di quest’ultima, Cafè des Artists. La location è Maglie, in provincia di Lecce, dove l’artista casertano è molto attivo: già a metà dicembre, infatti, era stato fra i protagonisti della serata conclusiva del concorso letterario Art Cafè, dove era giunto quarto nella sezione poesia, sfiorando il podio con due componimenti apprezzatissimi dalla giuria. E quella del 4 gennaio sarà solo la prima di una serie di presentazioni che vedranno Merenda sul palco: si stanno infatti già studiando nuove date lungo tutto lo stivale, e non dovrebbe mancare qualche data casertana per la presentazione di un libro già molto richiesto. L’eclettico artista è al lavoro anche su altri progetti, tra cui due in particolare: parliamo innanzitutto del mensile di medicina che dirige, molto seguito in tutt’Italia, e infine una serie di presentazioni, che dovrebbero vederlo, stavolta, dall’altra parte della barricata, tra i relatori, per introdurre altri autori e testi. Sul suo sito ufficiale www.paolomerenda.it verranno di volta in volta riportate tutte le novità.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>fonte: Gazzetta di Caserta del 30-12-2011</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/nuovo-quotidiano-di-puglia-04-01-2012-all-art-cafè-si-presenta-il-libro-cafè-des-artistes-di-angela-leucci.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2476" title="Nuovo quotidiano di Puglia del 04-01-2012: all'Art Cafè di Maglie si presenta il libro Cafè des artistes di Angela Leucci" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/nuovo-quotidiano-di-puglia-04-01-2012-all-art-cafè-si-presenta-il-libro-cafè-des-artistes-di-angela-leucci-117x300.jpg" alt="" width="117" height="300" /></a></td>
<td>
<p style="text-align: center;"><strong>All’Art Cafè si presenta un libro</strong></p>
<p>Appuntamento questa sera presso l’Art Cafè di Maglie con la nuova pubblicazione della giornalista Angela Leucci. Il volume dal titolo “Cafè des artistes” è stato scritto assieme a Paolo Merenda ed è edito dalla casa editrice Lupo. Oltre al romanzo breve che dà il titolo al volume e che racconta le vicende dello spacciatore e perdigiorno Luca Harlem, della giornalista fallita Fanny Millefoglie e della detective argentina bulimica di sentimenti Clarita Casalerosa, contiene racconti brevi, di cui due scritti a quattro mani. Introduce il volume Paola Cillo.<br />
Alla serata organizzata da Art Café e biblioteca di Sarajevo, saranno presenti i due autori. Inizio alle 21.30.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>fonte: Nuovo quotidiano di Puglia del 04-01-2012</strong></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>La bufala della chiusura del Grande Fratello e il qualunquismo dell’italiano medio</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 08:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Leucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Marcuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Leucci]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste settimane si è diffusa in rete “l’indiscrezione” sulla chiusura anticipata dal Grande Fratello. Utilizzo indiscrezione per non dire sonora bufala. Il Grande Fratello c’è e gode di ottima salute (non si hanno notizie contrarie da fonte certa) con ascolti perfettamente in linea con quelli degli ultimi anni per questo periodo dell’anno, e che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In queste settimane si è diffusa in rete “l’indiscrezione” sulla chiusura anticipata dal Grande Fratello. Utilizzo indiscrezione per non dire sonora bufala. Il Grande Fratello c’è e gode di ottima salute (non si hanno notizie contrarie da fonte certa) con ascolti perfettamente in linea con quelli degli ultimi anni per questo periodo dell’anno, e che cominciano a risalire. Come per tutte le bufale, gli utenti di Facebook si sono sbizzarriti, linkando alacremente gli articoli comparsi sui blog che davano la notizia.<span id="more-2401"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/GrandeFratello-12-chiusura-chiude.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2404" title="GrandeFratello-12-chiusura-chiude" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2012/01/GrandeFratello-12-chiusura-chiude-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Impossibile risalire a una fonte provabile: la notizia non esiste. Quello che esiste è un’intervista alla conduttrice Alessia Marcuzzi, che esamina con onestà gli ascolti, dicendo che non la preoccupano per niente, e che il pubblico ha bisogno di tempo per affezionarsi ai ragazzi della casa di Cinecittà. Una disamina lucida, concreta, che neanche se lo si vuole dà adito a contraddizione. I numeri parlano da sé. Sono tante le bufale che proliferano in rete: iscrizione e fruizione in futuro a pagamento per Facebook, Twitter e Youtube, bambini che necessitano sangue gruppo B positivo (uno dei gruppi sanguigni più diffusi), pubblicisti che scompariranno dalla faccia della terra con una grande atomica (e qui, ahimè, ci sono caduta anch’io), e così via. Mi soffermo su questa bufala, quella sul GF, perché è quella che interessa il mio lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguo il GF da tre anni in maniera continua e sono convinta che sia una grande espressione di cultura pop. Certo, quest’anno &#8211; forse è accaduto anche in passato, ma con il mestiere che faccio non ho memoria a breve termine &#8211; ce ne ho messo di tempo anch’io a legarmi alle storie dei ragazzi, complice la portata soporifera, a mio avviso, di Luca Di Tolla, ma alla fine mi piace sentire le loro storie e in fondo seguire anche le mirabolanti avventure dell’ebolitano narrate dalla Gialappa’s. E lo dico senza vergognarmi: mi piace il Grande Fratello, lo guardo volentieri.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Quanti potrebbero dire altrettanto? Pochi. Per un sacco di ragioni, ma soprattutto perché temono il giudizio dei detrattori. Perché è più facile sparare a zero su qualcosa che non si conosce, che conoscerla realmente e guardarla con spirito critico. E se il GF continua a raccogliere milioni di spettatori le cose sono due: o si percepiscono solo i detrattori, oppure una quantità di persone mente. In fondo, noi italiani abbiamo da sempre la fama di dietrologi e di detrattori. In quante occasioni, dopo l’apertura delle urne, nessuno ammette di aver votato Berlusconi, ma se ha vinto molte elezioni, qualcuno l’avrà pur fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;"><em><strong>Angela Leucci</strong></em></p>
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		<title>L’uomo che visse tre volte</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Hiroshima]]></category>
		<category><![CDATA[Nagasaki]]></category>
		<category><![CDATA[Tsutomu Yamaguchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Innanzitutto, buon anno a voi tutti. Che il 2012 vi porti ciò che più desiderate, sempre che non sia la conferma della veridicità delle previsioni Maya sul 21 dicembre 2012.  In tal caso, magari cercate di desiderare qualcosa di più positivo: sorridete sempre, anche di fronte alle avversità, e pensate che c’è chi ha]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, buon anno a voi tutti. Che il 2012 vi porti ciò che più desiderate, sempre che non sia la conferma della veridicità delle previsioni Maya sul 21 dicembre 2012.  In tal caso, magari cercate di desiderare qualcosa di più positivo: sorridete sempre, anche di fronte alle avversità, e pensate che c’è chi ha passato di peggio, rispetto a voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, Tsutomu Yamaguchi. Il 4 gennaio del 2010 scompariva l’ingegnere giapponese, passato alla storia, suo malgrado, per due episodi ben precisi, distanziati da pochissimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1945 era un valente progettista di petroliere, per conto dei cantieri navali Mitsubishi di Nagasaki. Il 6 agosto 1945 era a Hiroshima in viaggio di lavoro mentre Little Boy veniva sganciata dal bombardiere Enola Gay. Quando Little Boy, la prima bomba atomica, esplose, l’ingegnere era a meno di tre chilometri, e riportò gravi ustioni.<span id="more-2268"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/tsutomu_yamaguchi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2269" style="border: 5px solid black;" title="tsutomu_yamaguchi" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/tsutomu_yamaguchi.jpg" alt="" width="504" height="184" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/tsutomu_yamaguchi.jpg"></a>Ma Yamaguchi, dopo un brevissimo riposo, tornò a Nagasaki, sede dell’azienda per cui lavorava. Ancora con le fasciature, ma fortunatamente in via di guarigione, arrivò in città. Ebbe un incontro con i suoi supervisori, nel quale spiegò (all’epoca i mezzi di informazione non erano veloci come adesso, e lui portò notizie di prima mano da Hiroshima) che la città era stata rasa al suolo da un’unica bomba. Gli uomini non credevano alle sue parole, il concetto era più grande di loro, era inconcepibile che la macchina bellica fosse così potente. Ma durante lo stesso briefing esplose Fat Boy, seconda atomica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tsutomu Yamaguchi riportò altri danni, ma riuscì a sopravvivere anche a questa esplosione, baciato dalla fortuna non una, ma due volte, senza rimanere sfigurato o portare danni permanenti. Si è spento a inizio 2010, a 94 anni, per un tumore allo stomaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho scritto nel titolo, parafrasando il celebre film di Alfred Hitchcock, si tratta di un uomo che visse tre volte: la prima dal 16 marzo 1916, data di nascita, al 6 agosto 1945; la seconda dal 6 al 9 agosto dello stesso anno; la terza dal 9 agosto 1945 al 4 gennaio 2010.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio qui affrontare le atrocità a cui ha portato l’atomica, ma esaminare questa storia. Infatti, ci sono altri particolari interessanti: l’obiettivo della prima bomba era Hiroshima, e fin qui tutto lineare. Ma l’obiettivo della seconda era la città di Kokura e non Nagasaki. Solo che quando il bombardiere Bockscar, che trasportava Fat Boy, si alzò in volo, trovò Kokura coperto dalle nubi e puntò su Nagasaki. E in quale punto preciso venne sganciata la seconda bomba atomica? Su una struttura bella grossa, e ben visibile anche dall’alto. Quindi dove?</p>
<p style="text-align: justify;">Complimenti, ci siete arrivati: sullo stabilimento Mitsubishi di Nagasaki. Per fortuna lo stabilimento era grande e Fat Boy non cadde precisamente sulla testa di Tsutomu Yamaguchi, altrimenti il finale della storia sarebbe stato diverso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caffè Blues &#8211; 2° premio letterario Art Cafè (14-12-2011)</title>
		<link>http://www.paolomerenda.it/caffe-blues-secondo-premio-letterario-art-cafe-14-12-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 09:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Art Cafè]]></category>
		<category><![CDATA[caffè blues]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che alcune iniziative diano, più di altre, l’opportunità di farsi conoscere da un pubblico vasto. Ciò vale per tutti i campi e tutti i lavori, ma nel campo dell’arte cercare visibilità è un passo obbligato. Il concorso letterario per racconti e poesie “Caffè Blues” è uno di questi, in quanto come “premiazione” offre una]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Credo che alcune iniziative diano, più di altre, l’opportunità di farsi conoscere da un pubblico vasto. Ciò vale per tutti i campi e tutti i lavori, ma nel campo dell’arte cercare visibilità è un passo obbligato. Il concorso letterario per racconti e poesie “Caffè Blues” è uno di questi, in quanto come “premiazione” offre una pubblicazione su un ebook scaricabile senza nessun costo, come potete vedere alla fine di questa pagina, e permette di essere giudicati da persone competenti.<span id="more-2314"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/IICAFFé-BLUES-fronte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2306" title="IICAFFé BLUES fronte" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/IICAFFé-BLUES-fronte-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/IICAFFé-BLUES-retro-.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2319" title="IICAFFé BLUES retro" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/IICAFFé-BLUES-retro--212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Anche la serata finale merita, il 14 dicembre è stata una buona occasione per ridere, scherzare, ma anche fare arte. La confermata presidente di giuria, Lina Leone, ha presentato e premiato i vincitori della sezione racconto e di quella poesia, e sono stati letti alcuni brani e piccole poesie, tra cui la mia.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Io ero infatti tra i concorrenti con ben due poesie, genere quasi inedito per me, nonostante abbia già avuto l’onore di veder pubblicato un mio lavoro in versi, anni fa. I miei “Passi” e “Tortura”, che troverete a pagina 65 e 66 dell’ebook (la cui copertina è stata firmata anche quest&#8217;anno dalla fotografa Francesca Ascalone), sono stati apprezzati dai giudici, tra cui la già citata Leone, Danila Canitano e Nuccia Refolo, con quest’ultima che si è occupata anche delle letture nel corso della premiazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono giunto quarto, con appena mezzo punto di differenza rispetto al terzo classificato, bissando il quarto posto dello scorso anno. E a proposito dei primi classificati, eccoli qui:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"></p>
<p></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><em><strong>SEZIONE POESIA</strong></em></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>1° classificato</strong> “Vorrei vivere con te” di Lucio Causo</p>
<p><strong>2° classificato</strong> “Pinu quannu rruste” di Oronzo De Donno<strong></p>
<p>3° classificato</strong> “Come onda del mare” di Roberta Calò</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><em><strong>SEZIONE NARRATIVA</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1° classificato</strong> “Il freddo sulla pelle” di Luigi De Gregorio</p>
<p><strong>2° classificato</strong> (pari merito) “Il luogo delle nuvole” di Sario Laveneziana e “Tornata elettorale” di Marina Piconese<strong></p>
<p>3° classificato</strong> “Giovedì” di Valentina Luberto.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete scaricare l&#8217;ebook dal <a title="Art Cafè di Maglie (Lecce) - Caffè Blues 2" rel="nofollow" href="http://artcafemaglie.it/pagine/eventi.html" target="_blank">sito dell&#8217;Art Cafè</a> di Maglie o direttamente da qui: <strong><a title="Caffe Blues - Antologia del secondo premio letterario Art Cafe - Scarica l'ebook gratuito" href="../ebook-gratis/caffe-blues-antologia-del-secondo-premio-letterario-art-cafe.exe"></a></strong></p>
<ul>
<li><strong><a title="Caffe Blues - Antologia del secondo premio letterario Art Cafe - Scarica l'ebook gratuito" href="../ebook-gratis/caffe-blues-antologia-del-secondo-premio-letterario-art-cafe.pdf">Caffe Blues &#8211; Antologia del secondo premio letterario Art Cafe</a></strong></li>
</ul>
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		<title>Per voi lettori. Buon Natale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 09:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sui vangeli non è mai indicato il 25 dicembre come giorno della nascita di Gesù. Allora perché questa data è ufficialmente riconosciuta per i festeggiamenti di Natale?
Da alcuni riferimenti comunque contenuti nelle sacre scritture si evince che il periodo sia questo, ma nonostante ciò qualche dubbio sulla data precisa resta. Se si è religiosi, non]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sui vangeli non è mai indicato il 25 dicembre come giorno della nascita di Gesù. Allora perché questa data è ufficialmente riconosciuta per i festeggiamenti di Natale?</p>
<p style="text-align: justify;">Da alcuni riferimenti comunque contenuti nelle sacre scritture si evince che il periodo sia questo, ma nonostante ciò qualche dubbio sulla data precisa resta. Se si è religiosi, non ci sono comunque dubbi sul fatto che il figlio di Dio sia nato a Betlemme “al freddo e al gelo”, come recita un motivetto natalizio tanto caro sia ai piccoli che ai più grandi.<span id="more-2257"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/natale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2258" title="natale" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/12/natale.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo col passare degli anni sono sempre di più i bambini che danno maggiore importanza a Babbo Natale, rispetto alla festa religiosa. Tutto in nome del consumismo? Non saprei, ma il colore di Babbo Natale lo è sicuramente: dal verde originario, ha “cambiato” il vestito con il più appariscente rosso in nome della pubblicità della Coca Cola.</p>
<p style="text-align: justify;">Note “di colore” a parte, le feste servono in genere a ricaricare le batterie, e spero sia così per voi lettori. Vi ringrazio per la fiducia e per il fatto che mi seguite da un anno e mezzo, spero che la maggior parte delle cose che avete letto su questo sito siano state di vostro gradimento. E spero che continuiate a seguirmi, molto bolle in pentola e un po’ alla volta verranno servite pietanze davvero succulente.</p>
<p style="text-align: justify;">Magari non in questi giorni, dato che sarete impegnati in un tour de force a tavola, tra pranzi e cene coi parenti (ormai ci si riunisce tutti solo in questi giorni e a Pasqua). Ma già all’inizio del prossimo anno (cioè tra circa una settimana) inizierò a servire qualche stuzzichino, in attesa dell’antipasto vero e proprio e delle altre portate.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi buon Natale, non abbuffatevi troppo e restate sintonizzati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MashRome Film Fest, in scena l’arte del Mash Up</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Mash Up]]></category>
		<category><![CDATA[MashRome Film Fest]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico con piacere quest’intervento della redazione del MashRome Film Fest. Nella primavera del prossimo anno, magnifico scenario la capitale, si terrà un festival particolare, dedicato al Mash Up, una tecnica cinematografica che trovo molto duttile. Consiste nel montaggio di immagini e suoni estratti da fonti diverse, che vengono “ritagliati”, copiati, incollati, mixati e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ricevo e pubblico con piacere quest’intervento della redazione del MashRome Film Fest. Nella primavera del prossimo anno, magnifico scenario la capitale, si terrà un festival particolare, dedicato al Mash Up, una tecnica cinematografica che trovo molto duttile. Consiste nel montaggio di immagini e suoni estratti da fonti diverse, che vengono “ritagliati”, copiati, incollati, mixati e assemblati per creare un’opera del tutto nuova, una commistione tra le varie fonti, ben diverse tra loro e che sembrano non poter coesistere. In questo il genio di chi si applica a tale forma d’arte: riuscire a mettere sullo stesso piano, nella stessa scena, nella stessa immagine, particolari in antitesi fra loro.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Merenda<span id="more-2214"></span></em></p>
<p><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_mash_rome_fest_2012.jpg.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2218" title="logo_mash_rome_fest_2012.jpg" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_mash_rome_fest_2012.jpg.png" alt="" width="424" height="113" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il web è un’opportunità che non possiamo ignorare. Il mondo è cambiato e parla un linguaggio diverso. Riuscire a presidiare il cambiamento in atto significa rivoluzionare, con un nuovo strumento, il tradizionale approccio al mercato del cinema. Il web rappresenta per il cinema, un nuovo percorso da esplorare e sviluppare attraverso linguaggi inediti. Queste considerazioni unitamente al numero pressoché illimitato di immagini e la disponibilità degli strumenti resi disponibili dalle nuove tecnologie ci ha portato a ideare e organizzare un festival per promuovere e valorizzare una “nuova” modalità di espressione artistica nonché la possibilità di una sua maggiore fruizione, “fuori” dal web: Il Mash up.</p>
<p style="text-align: justify;">ll Mash Up è un montaggio di immagini e di suoni, estratti da fonti diverse che vengono copiati, ritagliati, incollati, trasformati, mixati e assemblati per creare una nuova opera.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/mash_rome_fest_2012_img1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2216" title="mash_rome_fest_2012_img1" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/mash_rome_fest_2012_img1.jpg" alt="" width="181" height="181" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I Mash Up cinematografici arricchiscono di significati diversi le immagini preesistenti tratte da diverse sorgenti (tv, cinema, musica, arte contemporanea) attraverso la loro contaminazione.<br />
Questa forma espressiva diventa così una nuova grammatica, il linguaggio di chi, con l’ausilio delle nuove tecnologie, vuole dare forma alle proprie idee realizzando prodotti artistici sperimentali, creativi e non-convenzionali.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/9oar9glUCL0"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9oar9glUCL0" />Adobe Flash Player is required to view the video.</object></p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo del MAshRome Film Fest, il primo festival in Italia dedicato al Mash Up. è scoprire nuovi talenti capaci di sperimentare nuove forme di linguaggi artistici anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e diffondere il Mash Up cinematografico presso il grande pubblico, portandolo dalla sua attuale posizione marginale alla dimensione artistica che merita.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del festival, verranno presentati in anteprima i migliori inediti Mash Up di autori provenienti da tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mash up è ovunque, eppure non ce ne accorgiamo. Ora ve ne accorgerete?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/mash_rome_fest_2012_img2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2217" title="mash_rome_fest_2012_img2" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/mash_rome_fest_2012_img2.jpg" alt="" width="301" height="183" /></a></p>
<p style="text-align: right;">La Redazione del MAshRome Film Fest &#8211; Mash Up Awards 2012<br />
info@mashrome.org</p>
]]></content:encoded>
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		<title>X-Files, la verità è là fuori</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 08:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[teoria del complotto]]></category>
		<category><![CDATA[X-Files]]></category>

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		<description><![CDATA[9 serie, 202 episodi tra il 1993 e il 2002, 3 Golden Globe vinti, 2 film, 1 spin-off di 13 episodi: parliamo di uno dei telefilm più longevi della televisione, un fenomeno mediatico mondiale che ha dato vita a personaggi ormai entrati nell’immaginario collettivo, come Fox Mulder, Dana Scully e C.G.B. Spender, alias L’Uomo che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">9 serie, 202 episodi tra il 1993 e il 2002, 3 Golden Globe vinti, 2 film, 1 spin-off di 13 episodi: parliamo di uno dei telefilm più longevi della televisione, un fenomeno mediatico mondiale che ha dato vita a personaggi ormai entrati nell’immaginario collettivo, come Fox Mulder, Dana Scully e C.G.B. Spender, alias L’Uomo che Fuma. X-Files ha segnato la mia crescita come MacGyver aveva segnato la mia infanzia (con singolare unione tra le due serie nel delizioso “L’innaturale”, episodio 19 della serie 6, dove Mulder viene chiamato a più riprese “MacGyver” da un agente in pensione).<span id="more-2193"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La serie X-Files, nata dalla mente di Chris Carter (che ci ha poi riprovato, con scarsa fortuna, con Millenium), è una pietra miliare della TV. Complotti, alieni che vogliono colonizzare la Terra aiutati dal Consorzio, gruppo di umani in combutta con gli alieni stessi, prove di esistenza di altre forme di vita che si vogliono far sparire. E ancora rapimenti da parte degli omini verdi, o grigi in questo caso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/xfile2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2197" title="xfile2" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/xfile2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Come avrete capito, non sono molto obiettivo nel trattare un argomento a me caro, ma i temi affrontati in questa serie sono tra i motivi che mi spingono a scrivere e creare a mia volta. Rispetto ad altre serie che avevo visto fino ad allora, questo telefilm è molto diverso. A-Team, Supercar, MacGyver stesso, terminava quasi tutte le puntate con un “e vissero felici e contenti”, e la successiva ripartiva da 0. Qui no: un evento su tutti, il rapimento di Dana Scully (seconda serie) i cui strascichi si trascineranno fino alla fine, tra un cancro sviluppato, e curato quando ormai si erano perse le speranze, fino alla nascita di un bambino, con Fox Mulder &#8220;grazie&#8221; agli esperimenti subìti durante il rapimento stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Notevole interesse è portato anche dal breve spin-off dedicato ai “Pistoleri Solitari”, un trio di variopinti giornalisti alla caccia di scoop a volte assurdi, come i figli segreti del Papa, che pur non dando notevoli scossoni alla serie principale, nell’ultima puntata mostrano un Fox Mulder alla ricerca di prove sull’esistenza degli alieni, in un momento nel quale, secondo la nona e ultima serie di X-Files, era nel Nuovo Messico con Gibson Praise per sfuggire ai Super Soldati che volevano ucciderlo (come si scoprirà nelle ultime due puntate, &#8220;La verità&#8221;).</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">I due lungometraggi, “X-Files &#8211; Il film” (1998) e “X-Files &#8211; Voglio crederci” (2008) hanno una matrice molto diversa: se il primo si colloca tra la quinta e la sesta serie, narrando vicende inerenti la teoria del complotto, il secondo risolve semplicemente il cliffhanger dell’ultima puntata assoluta, prima di tuffarsi in un’avventura ben diversa. Tutto questo in attesa del 22 dicembre 2012, data indicata alla fine dal Detentore della Verità, un redivivo Uomo che Fuma, come quello scelto dagli alieni per conquistare la Terra, ed entro la quale si attende il terzo e ultimo film. Gillian Anderson, attrice che interpreta Scully, ha già dato la sua disponibilità per ricoprire il ruolo dell’agente dell’FBI per la pellicola, mentre conferme si attendono da David Duchovny, per il ruolo non sostituibile di Fox Mulder.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2198" class="wp-caption alignright" style="width: 176px"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/thetruth_csm.jpg"><img class="size-full wp-image-2198" title="thetruth_csm" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/thetruth_csm.jpg" alt="" width="166" height="128" /></a><p class="wp-caption-text">Il Detentore della Verità, ultima immagine dell’Uomo che Fuma</p></div>
<p>I numerosi cliffhanger con cui si chiudevano spesso le serie erano il marchio di fabbrica del telefilm, tema ormai usato da moltissimi telefilm, ad esempio Fringe. In uno di questi, tra la fine della quarta serie e l’inizio della quinta, fa il suo ingresso il personaggio di Kritschgau, un uomo che lavora per il Governo, e che spiega la vera teoria del complotto a Fox Mulder, facendo vacillare dalle fondamenta le sue convinzioni sull’esistenza degli alieni. Il breve filmato che segue è tratto dal primo episodio della quinta serie, “Redux”. Ho trovato questo spezzone illuminante e quanto mai attuale: più che di alieni, si tratta il tema della guerra, l’importanza che ha per gli USA, la fonte di reddito rappresentata, con le perdite umane che si rivelano ininfluenti ai fini del progetto. Prima di lasciarvi alla visione (e aspettando vostri commenti a riguardo), riporto una delle frasi di Kritschgau (che successivamente tornerà, anche se caduto in disgrazia per il “tradimento”, tra la sesta e la settima serie): “Non c’è affare più grosso della guerra, e gli Stati Uniti lo sapevano. Fin dai tempi più remoti, niente ha sviluppato di più l’economia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ultima cosa: volete che io tratti ancora questo telefilm, con articoli a tema? Fatemi sapere se siete interessati, nel caso proporrò di volta in volta un focus sull’argomento che riterrete più interessante, oppure, se volete, lascerò spazio ai vostri interventi.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/I61122IhXLc"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/I61122IhXLc" />Adobe Flash Player is required to view the video.</object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>1987-2011, ciao SuperSic</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 07:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Simoncelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Non guardo  molto la televisione, men che meno la MotoGp: questa tipologia di sport  l’ho abbandonata dal ritiro, poi rientrato, di Michael Schumacher. Ma  alcuni esponenti del mondo delle due e delle quattro ruote non si  possono non conoscere, e Marco Simoncelli era tra questi.
Lo  seguivo molto di più su]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non guardo  molto la televisione, men che meno la MotoGp: questa tipologia di sport  l’ho abbandonata dal ritiro, poi rientrato, di Michael Schumacher. Ma  alcuni esponenti del mondo delle due e delle quattro ruote non si  possono non conoscere, e Marco Simoncelli era tra questi.<span id="more-2206"></span><br />
Lo  seguivo molto di più su Virgin Radio, dove con Ringo (altro  appassionato di motociclette) aveva dato vita a uno dei programmi più  apprezzati della radio votata al rock. Così, quando la mattina del 23  ottobre mi sono connesso a Facebook e ho cominciato a vedere messaggi a  lui dedicati, dal significato palese, ho pensato ai suoi dialoghi, a  volte surreali, con il famoso speaker radiofonico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/Simoncelli_podio_imola.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2211" title="Simoncelli_podio_imola" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/Simoncelli_podio_imola.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi  piace ricordarlo così, non per i suoi successi (che comunque restano, e  segnano una vita che lo ha incoronato campione su tutti i fronti) ma  per la sua ironia e la capacità di mettersi in gioco in un campo per lui  nuovo. Ho visto le immagini dell’incidente al telegiornale, ovviamente,  e devo dire che si è trattato di destino, null’altro. Motociclisti che  scivolano in curva se ne vedono ogni gran premio, alcuni si rialzano e  cavalcano di nuovo la moto in cerca della vittoria. Simoncelli è stato  sfortunato, tremendamente sfortunato. Se non fosse sopraggiunto proprio  in quel momento Colin Edwards, magari si sarebbe rialzato anche lui, per  riprendere a correre a velocità assurde.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Questa  tragedia mi fa ripensare alle tante morti nello sport. A Wouter  Weilandt, 26enne ciclista belga, morto nel corso dell’ultimo giro  d’Italia; al wrestler giapponese Mitsuharu Misawa, morto sul ring per  una mossa sbagliata nel 2009. La lista potrebbe continuare all’infinito,  ma proprio il parallelismo con il wrestling, disciplina che amo, mi fa  fare alcune riflessioni. Agli atleti viene chiesto uno sforzo superiore  rispetto alle loro capacità, e questi, diciamo pure eroi, si prestano a  tutto per il pubblico. Non parlo solo di wrestling, sia chiaro: quanto è  duro un giro come il Tour de France? E quanto è pericoloso il  motociclismo o la Formula 1? Sì,  sono strapagati, ma scommetto che pochi di quelli che si lamentano delle cifre esorbitanti con cui vengono retribuiti i piloti, prenderebbero gli stessi rischi a cuor leggero. Alex  Zanardi ci ha rimesso le gambe, e solo la sua vitalità gli ha evitato  una fine peggiore. Ciò  che accomuna tutti gli atleti di sport “estremi” è la loro dedizione  alla causa: per amore del pubblico fanno cose che il 99% della  popolazione mondiale non farebbe mai. E questo va oltre la paga: molti  lo farebbero ugualmente, ciò che li spinge è la voglia e il piacere, non  i soldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla  base, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, c’è questo: è mai  possibile che alcune persone, per sentirsi vive, devono viaggiare a  braccetto con la morte lungo tutta la loro carriera agonistica?  Guardando ciò che è successo al 24enne Simoncelli, la risposta è sì. E  noi non possiamo che toglierci il cappello in un ultimo, doveroso,  saluto. Adesso?  Valentino Rossi, distrutto, dice di aver perso un fratello minore.  Colin Edwards non correrà la prossima gara, non solo per le ferite  riportate (nell’urto e conseguente caduta, pare essersi fratturato  entrambi i polsi). Il team Gresini, nel quale militava il romagnolo,  nemmeno parteciperà. Ma il prossimo anno? Di nuovo tutti in sella, per  far contenti i fan che seguono sugli spalti e da casa. Onore a loro, non  solo quando c’è una tragedia, ma ogni volta che si esibiscono per il  pubblico. E onore a Marco Simoncelli.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/RhPwXOLxiVg"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RhPwXOLxiVg" />Adobe Flash Player is required to view the video.</object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cronaca sicula di uno spostamento ferrato &#8211; Racconto di Paolo Colavero</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Colavero]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[30 luglio 2009, 13.03, Roma Fiumicino. Forse sì, è proprio negli aeroporti che viene voglia infine di fermarsi, voltarsi e tornare a casa. Sono a Roma e non sono invece a Roma. Potrei essere dovunque. Passa un trattore che trasporta un piccolo di cane, un cucciolo legato e sistemato come al circo, spaurito. Così, questi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>30 luglio 2009, 13.03</strong>, Roma Fiumicino. Forse sì, è proprio negli aeroporti che viene voglia infine di fermarsi, voltarsi e tornare a casa. Sono a Roma e non sono invece a Roma. Potrei essere dovunque. Passa un trattore che trasporta un piccolo di cane, un cucciolo legato e sistemato come al circo, spaurito. Così, questi posti. Capita di assistere e di assistersi anche. Consolarsi le mani a vicenda e sospirare a ripetizione come non ci fossero i vetri appannati di freddo. Sarà che hanno tutti l’aria qui, oggi, di tornare verso qualcosa di assimilabile a una casa, al concetto almeno, di mura e focolare. Mi aspettano invece amici e matrimonio. In Sicilia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span id="more-2184"></span><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/vecchia_col_sigaro.jpg"><img class="size-full wp-image-2187 alignleft" title="vecchia_col_sigaro" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/vecchia_col_sigaro.jpg" alt="" width="320" height="245" /></a>«Io vorrei rinascere come la Elisabetta Canalis&#8230;», dicono alle mie spalle e forse non del tutto a torto, mi ripetono inconsapevoli. Bell’uomo lui, affermazioni da casa, da grappa bianca e da moglie in cucina a lavare i piatti, il governo in carica. Poter scegliere, farei invece del mio futuro patria, mi farei del percorso vialetto ciottoloso, avrei della mia vita l’estrema gioia, quella di Knut. Tirerei il fiato solo a non essere l’unico. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ci sono due, poi, che sono vicini. Lui sbadiglia alle spalle di lei, mentre le carezza la spalla sinistra. Lei che sfoglia svogliata una rivista femminile. Con la borsa sulle gambe e i capelli raccolti in un soffio, alto. Forse sono loro. Forse è quello che cerco. La soluzione al dubbio, il sospiro. Forse è davvero così. Qualcuno che guardi le mie spalle, controlli atmosfera e limiti delle acque territoriali. Qualcuno che speri anche per me e sappia cosa fare, cucinare i molluschi e vincere al gioco. E che sappia viaggiare da solo con me verso casa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nat chiama e mi dice di un aperitivo di nozze, questa sera a Cefalù. Spero di fare in tempo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>16.01</strong>, in volo. Sono quasi in Sicilia, la mia seconda volta, la prima da solo e senz’auto. Si intravede l’isola in fondo alla foschia, appare di corallo nero e di colore amaro. S’intendono i profumi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>16.41</strong>, aeroporto “Falcone e Borsellino”, Punta Raisi. Il treno che collega Punta Raisi a Palermo Centrale lo chiamano Metro. A nobilitare non so chi, non si sa cosa, a rimandare immagini forse metropolitane. È in realtà un regionale incatramato come quelli emiliano-romagnoli ma con accento più profondo, da altezze inverse e conche, da costa rocciosa e asfaltata. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Appena fuori dagli Arrivi dell’aerostazione un solerte vigile municipale, su mia solerte richiesta, indica la direzione, le profondità. Un cane dell’antidroga punta due ragazzini sui quali le scommesse in aereo erano state molte e comunque mal pagate. Sulla sinistra si trovano le scale per la nafta, le pietre nere d’ombra e di sputi e i binari fradici di avvisi &#8211; non orinate nelle stazioni &#8211; dei bagni interregionali. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La biglietteria è degna della quota cui troppi scalini alti ti consegnano. Una stanza, una stanzetta nella quale due giovani ragazzi provvedono a stampare i biglietti da un macchinario automatico con quella che può essere scambiata per solerzia, per dire, ma con l’aria come sempre d’esser stati colti sul fatto. Come quel profumo di calore meccanizzato fosse invece odore di passioni e sudori, di strette e rivolte poi. Allora attendono sospesi come appena svegli la richiesta del viaggiatore, aspettano il destino, sperando sempre non sia una domanda invece, e sospirano. Lui ai bottoni scoloriti, lei al resto minuto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Due binari con tutta l’aria, malsana, d’esser morti lasciano vedere di slancio alla vista, annusare in fondo la luce, oltre il buio della galleria. Il calore. Mentre li si percorre si sente forte l’aria calda sfiorare le gambe e provare lo sgambetto, i riflessi. La prima carrozza è condizionata d’aria, la seconda anche. Sino alla quarta. L’ultima invece soffre con i sedili bagnati. È quella forse che prima arriva in stazione. Provo a resistere, ma desisto sulla via della salute con un paio di altri tipi ansiosi. Torno alla quarta. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La metro parte in anticipo di tre minuti sulle 17.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Piraineto. Tre passeggeri. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La quarta carrozza ha tutto del refrigerio ma allo stesso tempo ha tutto del refrigeratore. Ogni tre minuti il condizionatore, poggiato pesantemente sul tetto di pece, fa sentire la propria presenza vibrante sull’intera cassa del vagone facendo apparire lo scafandro assolato quale un frigorifero gigante e mal messo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.10</strong>, Carini. Due passeggeri.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Carini è un’assolata massa di gente che saluta dal primo piano di case basse e tozze.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.14</strong>, Carini &#8211; Torre C.. Due passeggeri e tre operai in una cava piena di luce.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un chilometro a passo lento sino a Capaci, tra passaggi a livello e lapidi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.17</strong>, Capaci. Un passeggero.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Inutile sosta di cinque minuti. Passa poi un tizio con in tasca delle mentine o dei proiettili inesplosi, poi la polvere invade tutto. Le case e le auto ne sono letteralmente verniciate e le piccole fabbriche abbandonate si stanno con gli anni disintegrando. Non c’è politica che tenga, o ideale in Sicilia. Comanda il tempo qui, bisogna reimparare a leggere l’ora, a dar la carica agli orologi, pulire i quadranti poi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.26</strong>, Isola delle Femmine. Almeno cinque passeggeri. Alcuni immigrati &#8211; certo illegali penso &#8211; con le buste ma non della spesa. Ragazzine dai piedi di sabbia, i primi costumi da bagno sotto le vesti e i pantaloncini, gli zaini umidi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.32</strong>, Tommaso Natale. Nessun passeggero, nemmeno lo stesso Tommaso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.37</strong>, San Lorenzo Colli. Qui si scende solo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.39</strong>, Notarbartolo. Molti passeggeri; si inizia a intendere la vocazione metropolitana, da metro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.49</strong>, Palazzo Orleans. Scendono i marinai in centro. Perdiamo acqua dal condizionatore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.51</strong>, Vespri. Tre passeggeri, sicuramente poliziotti in borghese.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>17.54</strong>, Palermo Centrale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ho pochi minuti per raggiungere il regionale per Messina, mi lascio trasportare da quelli che hanno fretta. Si muovono convinti verso i binari a destra, il marciapiede in fondo. Intraprendiamo una sorta di gara al rallentatore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>18.02</strong>, Regionale per Messina. Affollato. Sempre più. Come un regionale d’estate. Una signora anziana, potrà avere sui settantasei anni, con velleità da diva fuma un piccolo sigaro. Viene insultata. È sulla porta. Il fumo torna tutto dentro, nella carrozza regionale aperta come un open office. «Non sono dentro!!», nega clamorosamente alle lagnanze con tutto il fiato, s’intuisce catarroso, che le rimane in gola. Scura di rabbia e di sole. Risse accennate, parole come spintoni e solo alla fine, ripresa anche da una seconda e poi una terza signora, la fumatrice con cane appresso prorompe in un: «Pure lei ci si mette. Lasciatemi vivere in pace», che sa di epitaffio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Certo ci sono stato in treni regionali, molti. Diversi. Anche molto più colmi di questo, che ha tutto sommato poche persone in piedi e aria tollerabile, respirabile. Qui però, in questo regionale per Messina è come la gente si faccia sospesa, come sul limitare di una attesa concreta. Come tutti si attendesse sui binari un colpo del destino o degli dei, come la notizia della nostra flotta non giunta a destinazione. Tanto attesi i barbari, diceva Kavafis, che non giunsero. Persa un’occasione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tanto intensamente sono attesi qui i barbari che l’urlo di voce e braccia della signora sortiscono l’effetto silenziatore della questione sigaro che svanisce come fumo in poche e appena accennate battute, in alcune malcelate minacce al capotreno, in promesse di vendetta strette tra i denti ormai scuri. Svanisce tutto come a dire che ci sarà presto ben peggio cui far fronte. Ci aspetta ben altro lungo la via, lungo la strada ferrata o meno che sia. C’è da conservare le forze. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Cefalù non l’ho mai nemmeno immaginata. Non so quanto disti da Palermo, credo un’ora. Ascolto così gli altri viaggiatori e mi ci accompagno sino in stazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Mi chiama Maria Rita ed è una gioia immensa sapere e sentire che c’è.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Cefalù. Sui binari m’aspetta la gentile titolare del mio alloggio isolano: «Dottore Paolo?» Dopo alcuni minuti d’auto, mentre passiamo alle spalle della Rocca, mi elenca la lista degli psicofarmaci che assume quotidianamente. E dei suoi problemi. Che sono anche i miei. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Lo sapevo, sarà di certo il soggiorno che mi merito. Poter rinascere Canalis.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">
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</span></p>
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		<title>Corto Magliese 2011, il mio “L’ultima cena” tra i finalisti</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 08:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole al vento]]></category>
		<category><![CDATA[Corto Magliese]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno, come lo scorso mi sono cimentato con la macchina da presa. Novello Kubrick, ho girato per il secondo anno consecutivo un cortometraggio per Corto Magliese, il concorso di cortometraggi giunto alla quarta edizione. Il forte tema sociale, la sensibilizzazione per la sicurezza stradale, ha fatto pervenire diversi video da tutt’Italia; pertanto la finale,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno, come lo <a title="Corto Magliese 2010: Per le vittime della strada (serata finale e premiazione)" href="http://www.paolomerenda.it/corto-magliese-per-le-vittime-della-strada-serata-finale-e-premiazione/" target="_blank">scorso</a> mi sono cimentato con la macchina da presa. Novello Kubrick, ho girato per il secondo anno consecutivo un cortometraggio per Corto Magliese, il concorso di cortometraggi giunto alla quarta edizione. Il forte tema sociale, la sensibilizzazione per la sicurezza stradale, ha fatto pervenire diversi video da tutt’Italia; pertanto la finale, del 2 settembre a Maglie, ha avuto un ottimo seguito.<span id="more-2160"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_corto_magliese-600x350.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2162" title="logo_corto_magliese-600x350" src="http://www.paolomerenda.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_corto_magliese-600x350-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Il livello medio dei cortometraggi, molto buono, ha portato a giudizi discordanti in giuria, segno che tutte le opere erano valide e degne di esser viste. Cosa che è avvenuta: la serata, presentata dalla giornalista Eta Scrutinio, è stata inframezzata da tutti i video finalisti, nonché una gradita sorpresa: “Il sogno”, lavoro di Giacomo Franciosa, che ha come protagonista il vincitore del Grande Fratello 10 Mauro Marin, vecchia conoscenza di questo sito.</p>
<p style="text-align: center;">
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	</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio video è giunto quarto. “L’ultima cena” si basa sull’idea che bisogna sempre stare attenti, mentre si guida, per evitare incidenti: se oggi siamo noi al volante, la prossima volta potremo essere il pedone che viene investito. Il buon piazzamento mi gratifica e mi sprona a fare sempre meglio, anche se considero questi cortometraggi delle “incursioni” in un campo, seppur artistico, non prettamente mio.</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo classificato, “Spot sicurezza”, di Rosa Maria Bassi; secondo, “3 minuti per la vita” di Andrea Raho e Piero Schirinzi; infine primo, per il secondo anno consecutivo, Hermes Mangialardo con “One morning”. Hermes, autore anche della fortunata serie “Urban Jungle”, ha bissato così il successo dello scorso anno, con un’animazione delle sue, ironica ma anche profonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Un successo anche per l’AIFVS, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che ha organizzato l’evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito, il mio “L’ultima cena”. Buona visione.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/A-eJxfuffHk"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/A-eJxfuffHk" />Adobe Flash Player is required to view the video.</object></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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